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07.08.2019

Smog alle stelle, città sempre più inquinata

Traffico intenso su Ponte Limoni: la combustione dei motori contribuisce ad innalzare i livelli di Pm10
Traffico intenso su Ponte Limoni: la combustione dei motori contribuisce ad innalzare i livelli di Pm10

Aria sempre più inquinata a Legnago. Le condizioni climatiche dello scorso inverno, caratterizzato da una scarsa circolazione dei venti, unitamente alle caratteristiche del territorio in cui è posizionata la città, situata in una zona pianeggiante con una rilevante presenza di abitazioni, industrie e vie di comunicazione, hanno fatto registrare nei primi sette mesi di quest’anno livelli più alti di smog rispetto a 12 mesi fa. In base ai rilevamenti della centralina Arpav di via Togliatti, a Casette, dall’inizio di gennaio ad oggi, sono state registrate 44 giornate in cui la concentrazione delle polveri sottili (Pm10), prodotte dalla combustione dei motori dei veicoli, dalle fabbriche e dagli impianti termici, ha oltrepassato il limite imposto dalla legge di 50 microgrammi per metro cubo d’aria. Gli «sforamenti», inoltre, hanno sorpassato il numero annuale massimo di 35 giorni di superamenti previsto dalla stessa normativa ambientale. La situazione atmosferica, insomma, è peggiorata rispetto al periodo gennaio-luglio 2018, quando i giorni da bollino rosso furono meno della metà di quelli odierni, ovvero 21. Confrontando le statistiche 2019 con quelle di 12 mesi fa, inoltre, emerge che gli attuali 44 giorni «fuorilegge», a cinque mesi dalla fine dell’anno, hanno praticamente raggiunto il numero totale di quelli rilevati nel 2018, che sono stati complessivamente 45. Sempre il rendiconto dell’Arpav rivela che i livelli di smog registrati quest’anno a Legnago sono secondi soltanto a quelli rilevati a Verona, nel quartiere di Borgo Milano, dove le giornate con concentrazioni di Pm 10 superiori alla legge sono state 50. Dietro a Legnago, invece, si piazzano la contrada scaligera di Giarol Grande e la città di San Bonifacio, con 39 giorni ciascuno, mentre Bosco Chiesanuova, per la sua collocazione geografica, ha registrato appena tre giornate con inquinamento troppo elevato. A fronte della situazione critica riguardante l’aria che si respira in città, il Comune ha già allo studio diverse soluzioni. Anche se per quel che concerne le limitazioni al traffico, concordate ogni anno con la Provincia, per il prossimo periodo autunnale ed invernale, il sindaco Graziano Lorenzetti preannuncia vincoli meno restrittivi per i veicoli. Tutto ciò per distinguersi dal «giro di vite» applicato dall’ottobre al marzo scorsi dall’ex sindaco Clara Scapin. La quale scelse volontariamente di adottare un’ordinanza «spinta», al pari dei Comuni più popolosi di Verona e Villafranca, estendendo il blocco dei mezzi più inquinanti, valido dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 18.30, anche ai mezzi diesel con omologazione Euro 3. Questo provvedimento, nonostante le numerose deroghe, costrinse a rimanere in garage 4.600 auto su 19.800 circolanti in città. «Salvo nuove modifiche di legge», assicura il sindaco, «non adotteremo provvedimenti più restrittivi rispetto a quelli previsti dalle norme per i Comuni delle nostre dimensioni. L’estensione del divieto di circolazione ai diesel Euro 3, obbligatoria solo per i centri con oltre 30mila residenti, più grandi del nostro, aveva penalizzato soprattutto le famiglie che non hanno le risorse per cambiare l’auto ed i commercianti del centro, dato il minor flusso di auto ammesso nelle vie del capoluogo». «Piuttosto», prosegue Lorenzetti, «studieremo soluzioni alternative, come la revisione della viabilità, in modo da ridurre gli spostamenti delle auto alla ricerca di parcheggi e di conseguenza le emissioni nocive. Svilupperemo, inoltre, la rete delle piste ciclabili e pubblicizzeremo gli incentivi esistenti, allo scopo di spingere le famiglie a rottamare le vecchie stufe inquinanti». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Fabio Tomelleri
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