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15.11.2014 Tags: Legnago

Rifiuti, pochi i flussi a Torretta Si rischia la mancata bonifica

Camion alla discarica di Torretta: per garantire la sua bonifica servirebbero più rifiuti da trattare
Camion alla discarica di Torretta: per garantire la sua bonifica servirebbero più rifiuti da trattare

Il nuovo Piano regionale per la gestione dei rifiuti, che il Consiglio di Palazzo Ferro Fini si prepara a discutere a Venezia, a partire da martedì prossimo, non soddisfa Legnago.
Il documento, infatti, non offre garanzie sulla bonifica della discarica di Torretta, gestita dalla Lese, né scongiura la realizzazione di un impianto per lo smaltimento di amianto, che potrebbe sorgere a Bergantino, (Rovigo) a ridosso della frazione. È quanto è emerso nel dibattito organizzato dal Partito democratico, nei giorni scorsi, nella sala civica di via Matteotti a Legnago. Alla riunione, coordinata dal vicepresidente del Consiglio regionale Franco Bonfante, è intervenuto Maurizio Conte, assessore regionale all'Ambiente, affiancato da Luigi Masia, direttore del settore Ambiente della Regione, e Giovanni Carlo Moretto, dirigente dell'area Rifiuti.
L'assessore Conte ha evidenziato: «Il nuovo piano gestionale non prevede nuovi inceneritori, né la realizzazione di ulteriori discariche». Ma è proprio sulla conferma del termovalorizzatore di Ca' del Bue, oggi funzionante come separatore di rifiuti, che la programmazione regionale non offre al Comune e alla Lese le certezze necessarie sul futuro di Torretta.
«Il problema attuale», ha sottolineato Pietro Zanetti, presidente di Lese, «è legato, infatti, al calo dei rifiuti urbani, previsto in generale per tutto il Veneto, che rischia di mettere in crisi il nostro impianto il quale, con gli introiti del servizio di smaltimento, copre la bonifica dei lotti esauriti. Come previsto nel piano finanziario della discarica».
«La Provincia di Verona», ha rincarato la dose il sindaco Clara Scapin, «non ha rispettato il piano finanziario di Torretta, gestendo i flussi di rifiuti veronesi come ha voluto, dirottando le immondizie in parte a Ca' del Bue, a discapito della nostra frazione». Claudio Marconi, assessore legnaghese delegato all'Ambiente, ha puntualizzato: «Il buon senso vorrebbe che si desse priorità ad un progetto, come quello di Torretta, dove c'è una riqualificazione ambientale da completare».
Sull'impianto della Lese, il dirigente regionale Moretto ha concordato: «I quantitativi di rifiuti urbani destinati alla discarcia vanno garantiti, tuttavia sarà il neocostituito Consiglio di bacino la sede più adatta dove affrontare l'argomento. Come Regione stiamo vagliando le nuove tipologie di rifiuti che Lese ci ha chiesto di poter stoccare».
Nel corso della serata è stato affrontato anche il tema delle discariche di amianto che sembrano assediare la Bassa. Lo scorso settembre, la commissione di Valutazione di impatto ambientale ha infatti bocciato, con sette voti contrati contro e sei favorevoli, la realizzazione di un impianto a Roverchiara. Nel frattempo, però è stata depositata a Venezia la richiesta per creare un sito per lo stoccaggio dello stesso materiale, considerato cancerogeno, a Bergantino (Rovigo), a ridosso cioé del territorio legnaghese. Di fronte alle perplessità di cittadini e comitati anti-discarica, il direttore Masia ha chiarito: «L'iter che riguarda il sito di Bergantino è solo in fase preliminare. Comunque, fino all'adozione definitiva del piano di gestione dei rifiuti siamo obbligati ad esaminare tutti gli atti che nel frattempo sono stati o che vengono inviati». «Su Bergantino», ha aggiunto l'assessore Conte, «verranno effettuate approfondite valutazioni tecniche. Il Veneto, tuttavia, è attualmente privo di un impianto del genere, nonostante l'elevata presenza di amianto da bonificare e quindi di rischi per la salute umana».
«Pur essendo state accolte alcune delle osservazioni presentate», ha concluso il vicepresidente Bonfante, «in commissione consiliare abbiamo votato contro al piano. Riguardo all'amianto, c'è una legge regionale risalente al 2000 che prevede che gli impianti di smaltimento sorgano vicino ai luoghi di produzione e che comunque vi siano raccordi ferroviari. Caratteristiche che non si riscontrano a Roverchiara e nemmeno a Bergantino».

Fabio Tomelleri
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