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24.08.2019

Pronto soccorso, boom di accessi nella

Il Pronto soccorso dell’ospedale di Legnago:  pazienti in aumento
Il Pronto soccorso dell’ospedale di Legnago: pazienti in aumento

Meno ricoveri nei reparti ma più accessi di pazienti al pronto soccorso negli ospedali di Legnago e Bovolone. È questo il dato emerso dal consuntivo recentemente approvato dall’Ulss 9 Scaligera, relativamente alle attività svolte nel 2018 nel polo sanitario cittadino e al «San Biagio». Il rendiconto, ad ogni modo, sia per i casi più urgenti che per quelli meno gravi, evidenzia per i due ospedali a servizio dei 25 Comuni del distretto 3 «Pianura veronese» un volume di pazienti di tutto rispetto. Ovvero superiore a quello registrato negli altri cinque ospedali pubblici della provincia. RICOVERI. Se, l’anno scorso, i ricoveri complessivi al «Mater salutis» e al «San Biagio» sono leggermente scesi, passando da 15.902 a 15.688, è pur vero che tale dato è superiore a quello registrato negli altri poli sanitari scaligeri gestiti direttamente dall’Ulss 9. Infatti i pazienti curati nei due ospedali di San Bonifacio e Marzana, all’interno dei distretti 1 e 2 (Verona città ed Est Veronese), sono stati 13.553, mentre quelli seguiti nei tre poli del distretto 4 «Ovest Veronese», ossia Villafranca, Bussolengo e Malcesine, sono stati 11.260. Il valore economico delle cure prestate durante i ricoveri nelle due strutture della Bassa è rimasto pressoché costante rispetto al 2017, toccando i 57,9 milioni di euro. PRONTO SOCCORSO. Sempre dalla rendicontazione dell’Azienda sanitaria emerge che al Pronto soccorso di Legnago e in quello di Bovolone, diretti dal primario Francesco Pratticò, l’anno scorso sono aumentati gli accessi di pazienti, soprattutto quelli meno gravi. In totale, gli utenti che si sono rivolti a queste unità operative sono balzati da 66.185 a 67.883, con un incremento di 1.698 ricoveri. In particolare, sono aumentati gli accessi in codice bianco, legati a patologie e dolori non urgenti, risolvibili anche dal medico di famiglia, che sono lievitati da 25.791 a 30.692. Tutto ciò nonostante questa tipologia di cura, proprio perché non critica, richieda il pagamento di una quota fissa e del ticket sulle visite da parte dell’utenza. I ricoveri in codice verde, relativi a persone sofferenti ma non in pericolo di vita, sono invece scesi da 33.410 a 30.358. Allo stesso modo, i gialli, inerenti a casi con potenziale pericolo per la sopravvivenza del paziente, sono diminuiti da 5.244 a 4.846. Infine, sono aumentati, sia pur di poco, i codici rossi, ovvero le emergenze che potrebbero portare al decesso imminente del paziente, passati da 314 a 334. A conferma di quest’intensa attività, il «Mater salutis» ed il «San Biagio», complessivamente, hanno registrato un tasso di 422 accessi al Pronto soccorso ogni mille abitanti, superiore alle media provinciale che si attesta su 374 ricoveri d’urgenza ogni mille residenti. BOOM DI ACCESSI. Analizzando gli ingressi al Pronto soccorso dei singoli ospedali, quelli effettuati a Legnago sono saliti da 52.301 a 53.838, con un incremento di 1.537 visite, mentre quelli registrati a Bovolone sono aumentati da 13.884 a 14.405. Per numero di pazienti, dunque, il reparto del «Mater salutis» diretto da Pratticò è secondo solo all’ospedale «Fracastoro» di San Bonifacio, che nel 2018 ha registrato 56.312 persone al proprio Pronto soccorso, pur servendo un bacino di popolazione molto più ampio rispetto a quello dei 25 Comuni dell’ex Ulss 21. Riguardo all’Osservazione breve intensiva (Obi) annessa al Pronto soccorso, i pazienti seguiti dell’unità legnaghese sono scesi da 6.818 a 6.239, mentre quelli di Bovolone sono passati da 1.497 a 1.404. I SINDACI. Gli amministratori della Bassa mantengono alta la guardia verso le cure prestate dai due ospedali del territorio, così come dalle altre strutture sanitarie dell’Ulss 9. «Dalla rendicontazione», evidenzia Flavio Pasini, primo cittadino di Nogara e presidente della Conferenza dei sindaci dell’Ulss 9, «emerge un dato positivo per quel che concerne ricoveri e cure d’urgenza. Tutto ciò dimostra l’importanza di queste due strutture per il nostro territorio. Come Comuni continueremo a lavorare affinché il servizio sia costantemente migliorato, riguardo in particolare a liste di attesa, carenze di personale e lungaggini burocratiche». •

Fabio Tomelleri
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