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16.01.2020

Ospedale, via libera a 80 nuove assunzioni

Il Pronto soccorso dell’ospedale di Legnago
Il Pronto soccorso dell’ospedale di Legnago

Via libera all’assunzione di medici ed infermieri nei reparti dell’ospedale «Mater salutis» di Legnago e nelle altre strutture sanitarie a servizio dei 25 Comuni dell’ex Ulss 21. Saranno infatti oltre un’ottantina i nuovi contratti che nei prossimi mesi verranno stipulati tra l’Ulss 9 Scaligera ed altrettanto addetti, tra dottori, infermieri professionali, tecnici ed operatori, destinati a rafforzare l’organico del polo sanitario cittadino e degli altri centri sanitari attivi nel distretto 3 «Pianura veronese». Tutto ciò, allo scopo non solo di riempire i tanti posti lasciati vuoti dal turn over di quanti sono andati in pensione o hanno smesso di lavorare in reparti critici. In alcuni casi il piano assunzioni, recentemente varato dal direttore generale dell’Azienda sanitaria Scaligera Pietro Girardi, ha previsto personale extra per potenziare i servizi esistenti. Nell’ultima versione del programma di assunzioni, il dg ha dunque previsto il «reclutamento» di 14 nuovi dirigenti medici nei che saranno destinati ai reparti di Anestesia e Rianimazione, Cardiologia, Gastroenterologia, Malattie dell’apparato respiratorio, Patologie metaboliche e diabetologia, Accettazione e Pronto soccorso, Neurologia, Oncologia, Ortopedia e Traumatologia, Otorinolaringoiatria, Pediatria e Psichiatria. Verranno inoltre designati il nuovo direttore dello stesso distretto 3 ed un dirigente sanitario biologo, quest’ultimo a tempo determinato. Accanto a queste nuove assunzioni l’Ulss è già in possesso delle autorizzazioni regionali per reperire cinque primari e direttori di altrettante unità operative del «Mater salutis» e del territorio: ovvero Laboratorio analisi, Pneumologia, Ginecologia e Ostetrica oltre a Rems e Dipendenze. Dello stesso pacchetto di nuovi contratti fanno parte anche 30 medici, di cui cinque saranno destinati a Medicina e Chirurgia, quattro ad Ortopedia e Traumatologia, tre a Radiodiagnostica, altri tre ad Anestesia e Rianimazione. Così come due medici saranno destinati a Chirurgia vascolare ed altri due a Radioterapia, mentre avranno un dirigente ciascuno altri 11 reparti. Su questi nuovi dirigenti medici, l’Ulss rimarca: «Le figure richieste compenseranno il turn over in settori particolarmente critici, quali Anestesia e Rianimazione, Accettazione e Pronto soccorso, Cardiologia, Ortopedia e Traumatologia, Gastroenterologia, Pediatria e Psichiatria». L’Azienda sanitaria, inoltre, ha ottenuto il via libera ad effettuare 22 assunzioni di personale non medico. Nello specifico, entraranno in organico cinque infermieri, otto operatori socio-sanitari, un’ostetrica, due tecnici di laboratorio, un tecnico di radiologia, una dietista ed un tecnico di prevenzione. «La maggioranza delle procedure», conferma in una nota la direzione dell’Ulss, «riguarda avvicendamenti di personale che ha cessato il rapporto di lavoro. Inoltre, si aggiungeranno, per incrementare la dotazione esistente, un dirigente medico per Malattie metaboliche e diabetologia oltre a tre operatori socio-sanitari». Sulla tempistica delle assunzioni, i responsabili dell’Ulss puntualizzano: «L’attesa sarà variabile: per prima cosa si procederà con la richiesta di graduatorie valide alle altre Aziende sanitarie del Veneto. Se l’esito sarà positivo i tempi di reclutamento saranno abbastanza celeri». In assenza di elenchi di candidati già predisposti, l’Ulss dovrà sollecitare l’Azienda Zero ad organizzare un concorso. In questo caso l’attesa potrebbe prolungarsi, tenendo conto che l’iter di una selezione pubblica richiede in media almeno quattro mesi. «Con la recente approvazione della graduatoria relativa a infermieri e operatori socio-sanitari», puntualizzano i dirigenti dell’Ulss, «contiamo di assumere velocemente tutte le figure necessarie. Inoltre saranno acquisiti sette infermieri per reparti vari e altri 21 per l’attivazione dell’Hospice di Bovolone, dell’ospedale di comunità della stessa cittadina e per l’internalizzazione dell’Assistenza domiciliare integrata (Adi)». •

Fabio Tomelleri
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