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16.02.2020

Ospedale, 60 milioni per rinnovarlo

L’ospedale Mater Salutis di Legnago: progetto di rifacimento
L’ospedale Mater Salutis di Legnago: progetto di rifacimento

I finanziamenti per rimettere a nuovo l’ospedale di Legnago raddoppiano. Il progetto di restyling del polo sanitario cittadino, atteso dal territorio da oltre un decennio, potrà contare su un fondo di 60 milioni di euro, quasi il doppio rispetto ai 31 milioni di euro stanziati nel 2019 dal Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe) su proposta di Venezia. La Giunta del governatore Luca Zaia, infatti, ha dato il via libera all’intervento di «riorganizzazione funzionale e strutturale» del polo sanitario di via Gianella, incrementando le risorse che verranno messe a disposizione attraverso il Cipe, in modo da consentire un intervento di più ampio respiro. Giovedì 20 nella palazzina amministrativa dell’ospedale, funzionari dell’Azienda sanitaria e tecnici della Regione avvieranno la progettazione del maxi intervento, anche alla luce della consistente «boccata d’ossigeno» garantita da Venezia per l’opera. Il tavolo tecnico definirà la tempistica della gara d’appalto e dei cantieri, i quali, salvo intoppi, apriranno nel 2021. L’intervento legnaghese, suddiviso in due stralci, è inserito in un pacchetto di 34 progetti «immediatamente cantierabili» promossi dalla Regione in diversi ospedali veneti, per un totale di 547,8 milioni di euro. «L’incremento di risorse», annota Pietro Girardi, direttore generale dell’Ulss 9 Scaligera, «ci permetterà di rivedere e ampliare la riqualificazione, prevedendo un padiglione completamente nuovo per la parte chirurgica, mantenendo inalterata la volumetria complessiva del polo». La ristrutturazione, oltre alle otto sale operatorie su un unico livello, adeguerà tutto il Mater salutis alle norme sismiche ed antincendio, visto che la città si trova nella zona a rischio terremoti di «livello 4». Le opere includeranno l’ampliamento dell’ingresso principale e il rifacimento di alcuni reparti. In attesa che la maxi sistemazione si concretizzi, al Mater salutis la Radioterapia sta registrando un’impennata di accessi. Difatti, attraverso l’impiego del nuovo acceleratore lineare da 2,1 milioni di euro, entrato in funzione nel 2019 nel reparto diretto da Francesco Fiorica, i pazienti oncologici trattati al piano rialzato del blocco sud nel 2019 sono passati da 415 a 533, con la prospettiva di toccare quota 700 quest’anno. Il maggior afflusso è giustificato dal fatto che la Radioterapia legnaghese, unico reparto di questo tipo negli ospedali gestiti direttamente dall’Ulss 9, è diventata il centro di riferimento non solo per pazienti oncologici del Basso veronese ma anche per malati di altre parti della provincia. «Viste le molte persone prese in carico da questa unità», evidenzia Girardi, «ho dato il mio assenso, su richiesta del dottor Fiorica, a potenziare il servizio con un ulteriore turno del personale». Altre migliorie all’ospedale riguarderanno le attrezzature. Accanto agli investimenti già effettuati o di prossima attuazione con l’assenso della Regione, come l’acquisto di due angiografi da 1,2 milioni di euro, di una Tac a 64 strati da 350mila euro e di due mammografi da 400mila euro, verrà completato il ricambio degli arredi delle stanze. «Per rendere il lavoro degli operatori più efficiente e migliorare la degenza dei pazienti», assicura il dg, «sostituiremo gli ultimi 120 letti a regolazione manuale con altrettanti ad azionamento elettrico». Sul fronte del personale Girardi, infine, conferma la prossima assunzione di un’ottantina di dipendenti, tra medici, infermieri professionali, tecnici e operatori. «All’occorrenza», conclude il dg, «potremo ricorrere anche agli specializzandi visti gli accordi presi da Venezia con alcuni atenei». •

Fabio Tomelleri
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