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20.03.2019

Municipio, proclamato lo stato d’agitazione

Il municipio di Legnago: proclamato lo stato di agitazione dei dipendenti
Il municipio di Legnago: proclamato lo stato di agitazione dei dipendenti

«Più fondi per la polizia locale e stop all'appalto esterno dei servizi municipali». A Legnago i sindacati dei dipendenti del municipio sono scesi sul piede di guerra contro la programmazione del personale adottata negli ultimi anni dalla Giunta del sindaco Clara Scapin. A chiedere al primo cittadino di rivedere completamente la politica di organizzazione dei 108 dipendenti perseguita negli ultimi anni da Palazzo de' Stefani, fatta di «mancate assunzioni ed esternalizzazione dei servizi», sono stati, in maniera corale, i portavoce delle varie sigle sindacali. Attraverso una lettera inviata al prefetto di Verona Donato Giovanni Cafagna, i rappresentanti sindacali Antonio De Pasquale di Cgil Fp, Maurizio Olivato di Cisl Fp, Umberto Pinton di Uil Fpl e Nicola Cavedini di Csa Ral hanno proclamato «lo stato di agitazione del personale del Comune di Legnago», chiedendo allo stesso tempo la convocazione delle parti in Prefettura «per cercare una soluzione condivisa». Se nei prossimi giorni, dunque, non si troverà un'intesa, le sigle sindacali non escludono che la mobilitazione possa sfociare in uno sciopero degli stessi dipendenti, con modalità ancora da definire. Nella missiva di protesta, spedita pure al primo cittadino, i rappresentanti dei lavoratori puntano il dito contro la politica di austerità promossa negli ultimi anni dal Comune, a discapito dei diritti del personale dipendente. A cominciare dalla mancata integrazione dei fondi pensione della polizia locale. «Nei giorni scorsi», scrivono i referenti sindacali, «si è resa necessaria l'indizione di un'assemblea del personale a fronte dell'inerzia dell'amministrazione nel trovare una mediazione sull'aumento delle risorse destinate dal fondo di previdenza complementare della polizia locale». «Tale aumento», proseguono i sindacalisti, «è stato richiesto per limitare l'incidenza delle indennità specifiche destinate agli agenti, introdotte dal nuovo contratto collettivo nazionale, sul fondo complessivo di cui beneficiano tutti i dipendenti comunali». Al di là di questo aspetto tecnico, i rappresentanti del personale di Palazzo de' Stefani contestano: «È stata sollecitata l'attuazione di un serio piano di risparmi di gestione dell'ente, per recuperare risorse a beneficio degli stessi dipendenti. In generale, inoltre, occorre avere un riscontro con la parte politica in merito alla strategia di austerity che da anni si applica ai dipendenti, fatta principalmente di mancate assunzioni e di esternalizzazioni di servizi, non ultima l'asilo nido comunale, ora in mano a cooperativa, causando ai dipendenti "sopravvissuti" a quest'ultima operazione una difficile seconda vita professionale». I sindacalisti, pertanto, rimarcano: «Le ragioni che hanno impedito il proseguimento delle trattative con il Comune vanno ricercate nella risposta del sindaco che, in modo elegante, ha confermato come i lavoratori sono un costo e non una risorsa per l'ente locale». I portavoce del personale quindi concludono: «Grande è l'imbarazzo nel constatare come le relazioni sindacali con il municipio abbiano raggiunto un livello così basso. Tutto ciò, assieme all'amarezza di essere esposti a pressioni di piccolo cabotaggio, alla sospensione unilaterale dell'indennità di cui si chiede l'immediato ripristino e alla risposta inconcludente alle legittime richieste fatte dalle rappresentanze sindacali, la dice lunga sulla politica riguardante il personale che l'amministrazione comunale intende attuare». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Fabio Tomelleri
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