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14.09.2019

Motociclista grave, strada contestata

La moto del legnaghese che si è schiantato l’altra sera Via Palazzina, la strada è messa sotto accusa dai residenti, perché stretta e pericolosa  DIENNE FOTO
La moto del legnaghese che si è schiantato l’altra sera Via Palazzina, la strada è messa sotto accusa dai residenti, perché stretta e pericolosa DIENNE FOTO

Restano gravissime le condizioni del motociclista trentenne di Legnago che giovedì sera, verso le 19.10, ha perso il controllo della sua Kawasaki Z 1000 andando a sbattere, per una fuoriuscita autonoma, contro un parapetto in muratura che lo ha poi fatto balzare di qualche metro più avanti sulla corsia opposta. L’impatto, violentissimo, è avvenuto tra via Palazzina e via Olmo, sulla strada Provinciale 46/C che collega la frazione legnaghese di San Pietro a quella ceretana di Aselogna. Il giovane, che stava procedendo proprio in questa direzione, al confine tra il territorio di Legnago e quello di Cerea, si trova ricoverato Rianimazione al Polo Confortini dell’ospedale di Borgo Trento di Verona, dove era stato trasportato in ambulanza subito dopo l’incidente. Anche se stabile, il centauro rimane intubato ed è in pericolo di vita per i diversi traumi riportati. Anche se si è trattato di una fuoriuscita autonoma - come fin da subito avevano stabilito con certezza i carabinieri della stazione di Cerea con l’appoggio del Nucleo Operativo e Radiomobile di Legnago intervenuti sul posto – restano ancora da chiarire parecchi particolari sul fatto. Non solo sulla reale dinamica dell’incidente, per la quale risultano importanti le testimonianze degli automobilisti che al momento dello schianto stavano transitando sulla Provinciale. Ma anche sulle ragioni per cui il motociclista, che si trovava agli arresti domiciliari in un’abitazione di Legnago, fosse salito in sella alla sua moto anziché restare a casa, come avrebbe dovuto. Ed è proprio su questo, oltre appunto che sulla dinamica esatta dell’incidente, che si stanno concentrando ora le indagini degli uomini dell’Arma della stazione di Cerea, coadiuvati dal Norm di Legnago. Quello che sembra certo, stando alle prime testimonianze rese ai carabinieri da alcuni automobilisti, è che il trentenne fosse solo e che poco prima dello schianto avesse sorpassato un’auto. Qualcosa però nel rientro in corsia non è andato come doveva. Il botto è stato distintamente avvertito da diversi residenti che hanno le abitazioni proprio a ridosso di questo tratto di Provinciale. «Un punto della strada che si presenta tra l’altro piuttosto stretto», fa notare un residente, «e dove, nonostante ci sia già il limite dei 50 chilometri orari, molti automobilisti e perfino camionisti, sfruttando il rettilineo che dopo qualche centinaio di metri porta al centro abitato di Aselogna, sfrecciano a velocità piuttosto elevate. Tanto che qui gli incidenti, anche se non così gravi, sono tutt’altro che rari». «In realtà», rimarca Vittorio Buniotto, «i segnali ci sono, ma nessuno o quasi li rispetta». «Quando usciamo dai nostri cortili», gli fa eco un ragazzo, «ci facciamo il segno della croce perché rischiamo che qualcuno a tutta velocità ci investa. Di notte poi è ancora peggio. Ci è capitato perfino di accogliere in casa, in attesa dei soccorsi, gente che era uscita di strada. Magari con un autovelox qualcosa si risolverebbe». Da parte sua la Provincia sottolinea però «di non aver avuto, per lo meno di recente, segnalazioni e richieste al riguardo, sulla insicurezza della strada. Inoltre», riferiscono dagli uffici preposti, «due anni fa su quell’arteria, dove non ci risultano problemi particolari, sono state rifatte anche le banchine». •

Elisabetta Papa
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