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29.05.2019

Lorenzetti si insedia e pensa alla squadra

Graziano Lorenzetti appena insediato nel suo uffico in municipio  DIENNEFOTO
Graziano Lorenzetti appena insediato nel suo uffico in municipio DIENNEFOTO

Primo giorno da sindaco di Legnago per Graziano Lorenzetti. Ieri mattina, infatti, l’ex assessore all’Ambiente della passata Giunta Rettondini si è presentato puntuale, alle 9, a Palazzo de’ Stefani dove ha preso i contatti con i vari uffici dell’ente locale, con i quali collaborerà per i prossimi cinque anni da primo cittadino. Quindi, alle 15, l’ufficio elettorale centrale ha proclamato ufficialmente Lorenzetti sindaco della città, ratificando le oltre 7.407 preferenze, pari al 53,2 per cento del totale, ottenute al primo turno dall’architetto 60enne, a capo di una coalizione formata da Lega, «Lista Lorenzetti sindaco», «Fratelli d’Italia-Legnago Domani» e «Scelgo Legnago». L’attenzione del primo cittadino, nei prossimi giorni, si sposterà sulla composizione della giunta, che lo affiancherà nel governo della città. A breve, pertanto, si riuniranno i referenti politici delle varie componenti dell’alleanza, per trovare la quadra sul nuovo esecutivo. A tal proposito il neosindaco non si sbilancia e si limita ad assicurare: «Entro 10 giorni, come prevede la legge, sarà convocato il consiglio comunale, nel quale verrà presentata la squadra assieme al programma di governo». In consiglio Lorenzetti potrà contare su una maggioranza di 10 componenti, ripartita tra sette esponenti della Lega, tra cui ci sarà il ritorno dell’ex consigliere Nicola Scapini, due della «Lista Lorenzetti sindaco», ossia Loris Bisighin e Roberto Danieli, e uno di «FdI-Legnago Domani», ovvero l’ex assessore ai Lavori pubblici Paolo Longhi. In vista della prima seduta consiliare, i consiglieri designati per la Giunta dovranno lasciare il loro scranno ai primi non eletti delle rispettive liste. Secondo le prime indiscrezioni, accanto ad esponenti della lista leghista, nell’esecutivo dovrebbe entrare anche Danieli. Bisighin, invece, è destinato a rimanere consigliere nonostante sia stato il più votato della sua lista, in modo da evitare di perdere il seggio da lui conquistato lo scorso aprile in Consiglio provinciale. Longhi, che con le sue 308 preferenze è stato il recordman di preferenze di tutto lo schieramento di Lorenzetti, sembrerebbe invece ambire alla carica di presidente del Consiglio. Riguardo alle prime decisioni che prenderà da sindaco, Lorenzetti ha commentato: «Ci sono progetti, come quello della nuova scuola media di Casette, che sicuramente andranno avanti, anche se per noi era meglio realizzare l’edificio in un altro sito. Così come, tra le nostre priorità, ci sarà quella di revisionare il Piano di assetto del territorio (Pat), visto che quello approvato dalla passata giunta di centrosinistra non è compatibile con il nostro programma elettorale». Nel frattempo, per gli altri tre candidati sconfitti alle urne è arrivato il tempo di tirare le prime somme. A cominciare dall’ex primo cittadino Silvio Gandini, che con la sua coalizione di civiche gravitanti nel centrosinistra si è fermato al 31,2 per cento di preferenze. Accanto a lui siederanno tra i banchi della minoranza anche il consigliere uscente Diego Porfido, l’ex assessore alla Cultura Silvia Baraldi, insieme a due neofiti: Stella Bonini e Renato Defendini. «Certamente», commenta Gandini, «non è il risultato che ci aspettavamo visto che puntavamo al ballottaggio. Valuterò anche la mia permanenza come consigliere, visto che sostengo un ricambio generazionale». Riccardo Shahine, che ha ottenuto l’11,5 per cento, a capo di Forza Italia e di due civiche di centrodestra, occuperà il sesto seggio a disposizione della minoranza. «Faccio i migliori auguri al nuovo sindaco», dice il penalista 42enne. Quindi aggiunge: «Evidentemente i legnaghesi si sono fatti trasportare dall’onda lunga di Matteo Salvini e della Lega. Assicuro, sin d’ora, un’opposizione ferma e coerente nell’interesse di Legnago». Il 4,2 per cento di preferenze raggiunto da Diletta Marconcin e dalla sua «Legnago Chiama» non ha permesso all’ex dissidente del Pd di entrare in consiglio. «È stata una bella esperienza», commenta Marconcin, «e comunque abbiamo dato corpo al progetto amministrativo nato dall’esperienza del Gruppo misto. Non mancheremo di continuare la nostra attività all’esterno del municipio, così come interverremo puntualmente nel dibattito amministrativo cittadino». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Fabio Tomelleri
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