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10.01.2020

Liste d’attesa in ospedale, parte l’offensiva

L’ospedale «Mater salutis» di Legnago che ha ospitato il vertice
L’ospedale «Mater salutis» di Legnago che ha ospitato il vertice

Percorsi «preferenziali» per prenotare visite ed esami rivolti a pazienti disabili o anziani ultra 75enni affetti da più malattie in contemporanea. Sono alcune delle proposte che potranno concretizzarsi nei prossimi mesi all’ospedale «Mater salutis» e nelle altre strutture sanitarie dell’ex Ulss 21 di Legnago. Tutto ciò in base alle soluzioni emerse durante il tavolo tecnico «sul governo delle liste d’attesa» convocato dal direttore generale dell’Ulss 9 Scaligera Pietro Girardi nella palazzina degli uffici amministrativi di via Gianella, accanto all’ospedale «Mater salutis». L’Azienda sanitaria veronese, infatti, non ha voluto perdere tempo nell’affrontare la spinosa questione delle lungaggini alle quali i 155mila residenti dei 25 Comuni del distretto 3 «Pianura veronese» devono periodicamente sottostare per poter usufruire di determinate prestazioni specialistiche nel polo legnaghese e nelle altre strutture sanitarie territoriali. Le diverse criticità denunciate dai cittadini sono state messe nere su bianco dal Tribunale per i diritti del malato e dell’anziano (Tdma) di Legnago, il quale, lo scorso dicembre, ha raccolto e catalogato 109 segnalazioni di altrettanti residenti di Legnago e dei centri limitrofi. La maggior parte di questi utenti si è vista respingere o accettare in ritardo dal Centro unico per la prenotazione (Cup) l’istanza per una visita o analisi, sia quelle di primo accesso che di controllo. Nel raccogliere le testimonianze, il sodalizio presieduto da Maria Manara è stato coadiuvato anche dalla sezione del Tdma di Oppeano, guidata da Bruno Tarocco, che ha trasmesso le segnalazioni recepite dai volontari nei «punti di ascolto» di Bovolone e Zevio. I responsabili del Tdma di Legnago e di quello oppeanese, accanto al presidente regionale di «Cittadinanzattiva» Flavio Magarini, hanno illustrato ai dirigenti dell’Ulss le criticità rilevate nella loro indagine. Per l’Azienda scaligera sono intervenuti Denise Signorelli, direttore sanitario dell’Ulss 9 in rappresentanza del dg Pietro Girardi, e Mauro Bertassello, dirigente medico del «Mater salutis». Era presente pure Flavio Pasini, sindaco di Nogara nonché presidente del Comitato dei sindaci del distretto 3 «Pianura veronese». «Si è trattato di un tavolo costruttivo», evidenzia Roberto Venditti, responsabile del servizio Tutela del Tribunale del malato legnaghese, «visto che i responsabili dell’Ulss ci hanno assicurato che, d’ora in avanti, si ricorrerà anche alla medicina privata convenzionata allo scopo di soddisfare le istanze degli utenti del territorio. Allo stesso modo abbiamo ricevuto rassicurazioni sulla presa in carico di pazienti patologici, che non verranno lasciati in balia delle liste di attesa». «Dal canto nostro», sottolinea Venditti, «abbiamo insistito sull’istituzione del Centro unico di prenotazione (Cup) valido per tutta l’Ulss e su una corsa preferenziale per anziani con diverse patologie e disabili all’atto della prenotazione». Il direttore Signorelli assicura: «Eravamo a conoscenza delle problematiche relative ai tempi di attesa. Alle associazioni di tutela dei pazienti abbiamo spiegato la complessità della gestione delle liste sull’intero territorio dell’Azienda sanitaria. Tuttavia possiamo rassicurare che il volume delle prestazioni specialistiche al Mater salutis, grazie all’impegno del personale, nel 2019 è stato mantenuto agli stessi livelli del 2018». «I rappresentanti del Tribunale del malato», annota Signorelli, «ci hanno chiesto di prestare particolare attenzione ad alcune categorie di pazienti più "fragili": è un suggerimento che faremo nostro in un’ottica di collaborazione reciproca. Torneremo a riunirci tra un paio di mesi per valutare l’efficacia delle azioni messe nel frattempo in campo». •

Fabio Tomelleri
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