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23.02.2020

La città diventa amica della famiglia

Alessandra DonàUna famiglia: il Comune di Legnago ha messo  a punto servizi mirati
Alessandra DonàUna famiglia: il Comune di Legnago ha messo a punto servizi mirati

Legnago come Trento: diventerà un «Comune amico della famiglia». Dai «baby pit stop» per consentire alle mamme di allattare i propri piccoli in spazi pubblici, ai bonus per neonati e giovani sposi. Sono oltre una ventina i progetti contenuti nel nuovo «Piano delle politiche familiari», sostenuto dal fondo speciale di 78mila euro varato dalla Giunta del sindaco Graziano Lorenzetti. Il programma di interventi, che decollerà nei prossimi mesi, intende migliorare l’attuale trend demografico cittadino, caratterizzato da minori nascite (180 quelle registrate nel 2019 contro 301 morti) e dal progressivo invecchiamento degli abitanti (uno su tre ha più di 60 anni). Il Piano a sostegno dei nuclei familiari, tra i suoi obiettivi, ha quello di far ottenere a Palazzo de’ Stefani la certificazione «Family in Italia», rilasciata dall’Agenzia per la famiglia di Trento. A tale protocollo hanno già aderito oltre una 90 municipi del Trentino, compreso lo stesso capoluogo della provincia autonoma, oltre a vari enti locali sparsi in tutta Italia. «Legnago», evidenzia Alessandra Donà, assessore alle Politiche sociali e della famiglia, «sarà il primo Comune della provincia di Verona ad avviare l’iter per ottenere la certificazione Family in Italia». L’assessore aggiunge: «Aderire al network dei Comuni Amici della famiglia significa entrare a far parte di un processo culturale di avvicinamento, sensibilizzazione e orientamento delle istituzioni comunali ai bisogni e al benessere dei nuclei familiari». In concreto, entro la fine dell’anno, decolleranno in città molteplici iniziative. A partire dalla creazione di un «baby pit stop» nella biblioteca Bellinato di Porto, ossia uno spazio attrezzato per permettere alle mamme di allattare al seno o, ad entrambi i genitori, di cambiare il pannolino al proprio figlio. Tra le misure finanziarie previste l’esecutivo introdurrà il «bonus giovani coppie», consistente in un contributo di 300 euro destinato ai futuri sposi che decideranno di convolare a nozze prima di compiere 35 anni (basterà che almeno uno dei due rispetti tale requisito anagrafico). Per tale incentivo il Comune ha messo a punto un fondo complessivo di 8mila euro. Nella valutazione delle istanze verrà rispettato il criterio dell’«anzianità di residenza» dei novelli coniugi. In maniera analoga, la Giunta varerà il «bonus bebé», ovvero buoni da 200 euro ciascuno che potranno essere spesi dai genitori dei nuovi nati per l’acquisto in farmacia di prodotti per l’infanzia. Il supporto alla genitorialità verrà garantito dall’ampliamento dello «Sportello famiglia», che non sarà soltanto «virtuale» su Internet ma verrà gestito, una volta alla settimana, in municipio da una delle assistenti sociali. Accanto ad appuntamenti particolari, come la «Festa della famiglia» e agli anniversari delle coppie che taglieranno il traguardo di 40, 50 e 60 anni di matrimonio, il Comune promuoverà una «Zona Peep per giovani coppie». In questo caso verranno definite delle agevolazioni per l’assegnazione dei lotti residenziali disponibili alle coppie in cui almeno uno dei due sposi avrà meno di 40 anni di età. Il pacchetto di progetti pro famiglie riguarderà pure gli anziani, visto che Palazzo de’ Stefani organizzerà, in collaborazione con le associazioni di volontariato, varie iniziative educative e ricreative di interscambio tra bambini, giovani e persone della terza età. Palazzo de’ Stefani non trascurerà nemmeno le coppie separate o divorziate. Verrà difatti istituito per la prima volta in città il registro comunale della «bigenitorialità». «Entrambi i genitori separati», conclude Donà, «potranno essere messi al corrente delle informazioni riguardanti il proprio figlio, come la domiciliazione, la scadenza della carta d’identità ed altre certificazioni di competenza comunale» . •

Fabio Tomelleri
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