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21.07.2019

Firme contro i «fracassoni» in centro

Giovani durante serate in un centro cittadino
Giovani durante serate in un centro cittadino

Raccolta di firme contro gli schiamazzi notturni, a Legnago. Se, da un lato, negli ultimi anni vi è chi lamenta che il cuore storico del capoluogo, alla sera, stia progressivamente «morendo», con pochissima gente a passeggio per la città, dall’altro vi sono pure residenti e lavoratori pronti a far le barricate, affinché il municipio applichi i limiti acustici ai locali «fracassoni» durante la «movida» notturna. Nei giorni scorsi, infatti, è stata protocollata in municipio una petizione di protesta, indirizzata al sindaco Graziano Lorenzetti, ma anche alla Prefettura e al Garante regionale dei diritti alla persona. Il documento è stato sottoscritto da 115 firmatari, tra residenti, artigiani, commercianti e professionisti del centro, ed è volto a sollecitare l’amministrazione comunale ad effettuare controlli serali nei locali. Facendo così rispettare il «piano acustico» di Legnago, varato dall’ex sindaco Clara Scapin nel 2016. Portavoce della protesta è Enzo Fante, un abitante del capoluogo che già in passato aveva sollevato problemi simili legati al disturbo della quiete notturna nella parte storica della città. «Da troppo tempo», esordisce Fante, «i cittadini del centro subiscono il degrado civico in atto e, in particolare, le conseguenze delle continue violazioni riguardanti le emissioni sonore i cui valori sono regolati da varie leggi, nonché dall’ordinanza municipale del 2016. Quest’ultimo provvedimento, in particolare, prevede che le manifestazioni in piazza e nei locali pubblici siano controllate dalla polizia locale, con strumenti di verifica acustica dei decibel. Invece nulla di tutto ciò è stato finora adottato». Quindi Fante puntualizza: «Nel corso di quest’anno, ho inviato ben nove esposti alla vecchia ed alla nuova amministrazione, relativi a questi problemi di rumere». Il portavoce della protesta, sottoscritta da persone di ogni estrazione sociale e politica, aggiunge: «È inaccettabile che i locali bombardino di decibel i residenti, utilizzando impianti esterni amplificati, con suoni martellanti adatti a discoteche. Legnago è sprofondata nel degrado». Quindi Fante precisa: «Non chiediamo di far morire Legnago o di impedire manifestazioni, semmai di migliorarne la qualità». Il residente auspica che al tavolo tecnico, previsto dal Comune nei prossimi mesi per il rilancio del commercio cittadino, «vengano invitati anche i residenti, non solo baristi e commercianti». «Tutte le attività organizzate in centro vengono effettuate nel rispetto delle normative e dei regolamenti locali vigenti», replica il sindaco Graziano Lorenzetti. Il primo cittadino prosegue: «Questa amministrazione comunale, certamente, non si muoverà nel senso voluto da chi ha promosso la petizione ed ha firmato, ovvero quello di volere una città letteralmente morta. Ribadisco, comunque, che ogni iniziativa allestita in centro, alla sera, è stata sempre realizzata in base alle prescrizioni ed ai limiti acustici esistenti». •

Fabio Tomelleri
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