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20.07.2019

Ecocompattatori, l’iniziativa non decolla

Uno degli ecocompattatori presenti a Legnago DIENNEFOTO
Uno degli ecocompattatori presenti a Legnago DIENNEFOTO

Ecocompattatori, tutto da rifare. O quasi. Ad oltre tre mesi di distanza dalla loro inaugurazione, avvenuta il 9 aprile scorso, le tre macchine «mangia pet» installate in altrettanti punti della città dalla precedente amministrazione comunale per conferire bottiglie e flaconi di plastica usati, ottenendo, in cambio, uno scontrino a punteggio utilizzabile in uno dei 12 negozi aderenti sembrano dare più problemi che vantaggi. E non solo perché le attività commerciali che hanno sottoscritto il progetto sono appena una dozzina e non tutti a Legnago ne conoscono ancora l’esistenza. Ma anche perché - stando a quanto testimoniato unanimemente da clienti «ricicloni» e commercianti, già a metà pomeriggio i tre contenitori – posizionati in piazzetta Bonafoux in centro città, in piazza Riello a Casette e in Lungadige Scrami, a Porto, accanto all’ascensore sotto il ponte - risultano semi-pieni tanto da scoraggiare molti dal loro utilizzo. Limitandone quindi l’accesso ad altri eventuali cittadini desiderosi di prendere parte all’iniziativa «salva-ambiente», che oltre ad educare al rispetto del territorio, era stata concepita per innescare un meccanismo decisamente virtuoso: ovvero, da una lato, dare la possibilità ai clienti di avere uno sconto sui propri acquisti, deciso a discrezione di ciascun commerciante, e dall’altro, permettere di ottenere un rimborso di 100 euro sul pagamento della Tari a tutti gli esercenti che dimostrino di aver praticato attraverso gli ecopunti ribassi per almeno 50 euro. Qualcosa però sembra non aver funzionato al meglio. In questi tre mesi, il macchinario «mangia-pet» di Casette è stato già oggetto di atti di vandalismo, mentre quello di Porto è attualmente fuori uso. La Sive, che su incarico del Comune effettua lo svuotamento dei contenitori ogni mattina, nulla può per ovviare al fatto che nel pomeriggio-sera gli ecocompattatori siano già quasi al limite. Un altro problema riguarda anche il fatto, come dicevamo, che non tutti a Legnago sono a conoscenza dell’iniziativa. Non è possibile conoscerla in dettaglio nemmeno avvicinandosi alle macchine «mangia-pet» visto che l’elenco dei negozi aderenti è affisso su un lato in semplice formato A4, decisamente poco visibile, in particolare agli anziani. A constatare in modo diretto come l’iniziativa non sia decollata, sono, chiaramente, i commercianti aderenti: davvero pochi rispetto al tetto dei 50 previsto dal bando. A parte qualche felice eccezione in centro storico, la maggior parte degli esercenti si ritrova infatti con pochissimi ecopunti in mano. «Ho voluto essere parte di questo progetto», spiega Daniela Scapin, titolare dello storico negozio «Il Bambù di Gino Meneghello» a Porto, «perché tutto quello che si può fare per il rispetto dell’ambiente va fatto. E poi uno sconto sulla Tari di questi tempi non è male. Finora però, nonostante pratichi un ribasso del 15 per cento, ho avuto solo due clienti, uno abituale e uno da fuori. Forse a mancare è stata soprattutto la pubblicità. Avevano preannunciato l’invio di adesivi da applicare sulle vetrine, ma non è ancora arrivato nulla». Nessun ecopunto invece per «L’altra informatica Snc» di via Rovigo, a Vigo. «Siamo tutti giovani, con figli piccoli», rimarca Michele Guerra, uno dei titolari, «per cui ci è venuto spontaneo aderire a un’iniziativa lodevole che porta molti benefici. Ma finora non si è presentato alcun cliente "riciclone"». Meglio è andata in centro. «Ho avuto diverse persone che si sono presentate con gli ecopunti», riferisce Fabiana Di Pozzi, titolare dell’erboristeria Elisir di piazza della Libertà, «per la maggior parte, donne sopra i 50 anni, molte delle quali già mie clienti. Credo però debba esserci più informazione e magari anche qualche aggiustamento del meccanismo: uno scontrino a bottiglia mi sembra troppo».Una voce fuori dal coro è invece quella di Matteo Paggiola, di Bottega verde, in via Roma, che mostra una cartellina straboccante di ecopunti. «Sono arrivati moltissimi clienti», spiega, «non so se perché la nostra azienda è da sempre ecosostenibile o per altro. Abbiamo avuto anche diverse persone non fidelizzate. Insomma, da noi il progetto va alla grande. La scarsa adesione da parte dei commercianti? Forse all’inizio non è stato ben spiegato quanto sconto sulla Tari si sarebbe avuto e molti hanno deciso di tirarsi indietro». •

Elisabetta Papa
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