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17.01.2020

Depuratore a Torretta Appalto da 4,6 milioni

Veduta aerea della discarica
Veduta aerea della discarica

Nella discarica di Torretta di Legnago è partito il conto alla rovescia per realizzare il depuratore che consentirà di trattare localmente il percolato. Ovvero quella sostanza inquinante prodotta dalla pioggia che si infiltra nei lotti già riempiti dai rifiuti all’interno del sito di stoccaggio. Tali lavorazioni, oggi affidate a ditte esterne, pesano per oltre un milione di lire sul bilancio della Lese, l’azienda che si occupa della discarica. La società di via Pasubio, partecipata dal Comune e dalla Sit di Brendola, ha dunque avviato l’iter per scegliere l’impresa che realizzerà il centro di trattamento, partendo da un importo complessivo, che potrà essere rivisto al ribasso dai concorrenti, di 4,6 milioni di euro. Le aziende interessate a concorrere per la fornitura e la gestione delle apparecchiature per la depurazione, che verranno inizialmente prese a noleggio con la formula «chiavi in mano», dovranno inviare l’offerta alla «Legnago servizi» entro le ore 12 di lunedì 20 gennaio. Secondo il progetto approvato dalla partecipata presieduta da Pietro Zanetti, il «cuore» dell’impianto sarà il depuratore ad osmosi inversa, ovvero dotato di speciali membrane per il filtraggio, a cui sarà affiancato un distillatore che consentirà di ridurre i volumi di liquame concentrato da smaltire. Secondo la formula delle «chiavi in mano», trascorso un periodo di 24 mesi, durante i quali la società vincitrice dell’appalto si occuperà della gestione e manutenzione del depuratore, la Lese deciderà se riscattare l’intero impianto. Per questo motivo la società ha calcolato di spendere, per il solo affitto e conduzione dei macchinari, 3,2 milioni nell’arco dei prossimi due anni. A questi, poi, si aggiungerà una spesa di 1,4 milioni, nel caso in cui l’acquisizione del depuratore diventasse definitiva. Nel bando di gara, sono previsti pure cinque mesi di tempo, dalla stipula del contratto, per l’installazione e l’avvio dell’impianto. «La tecnologia richiesta», specificano i tecnici di Lese, «si basa sull’osmosi inversa: con prove pilota è stata verificata l’idoneità di questo sistema a trattenere le sostanze perfluoroalchiliche (Pfas) presenti nel concentrato». A spingere la Regione ad autorizzare il nuovo impianto è stata proprio la capacità del depuratore di abbattere, tra i vari inquinanti, i Pfas, potenzialmente presenti in alcune tipologie di scarti, visto il loro impiego, fin dal dopoguerra, nella concia delle pelli, nei trattamenti idrorepellenti di alcuni capi di abbigliamento oppure per il rivestimento antiaderente delle padelle. «La formula a noleggio con successiva possibilità di riscatto», evidenzia Zanetti, «ci consentirà di valutare se il depuratore funzionerà al meglio prima di procedere con la sua acquisizione definitiva. L’impianto permetterà di togliere dalle strade centinaia di camion impiegati per raccogliere il percolato in discarica e trasportarlo in centri di smaltimento». •

F.T.
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