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24.01.2020

Corte rurale ricettacolo di spazzatura

Gli scarti di edilizia ammassati nella corte
Gli scarti di edilizia ammassati nella corte

Da corte rurale a «discarica abusiva». Sacchi neri e azzurri pieni di pattume domestico, scarti edili e perfino rifiuti, come bottiglie e secchi in plastica, che potrebbero essere tranquillamente avviati al riciclaggio. Ancora una volta, l’inciviltà di persone poco inclini al rispetto dell’ambiente ha trasformato un sito in stato di abbandono, alla periferia di San Vito di Legnago, in un deposito di scarti non autorizzati. Allungando così la lista delle «mini-discariche» spuntate come funghi, nel corso degli anni, nei luoghi più isolati della città. Per quel che concerne il complesso rurale di via Gattina, a pochi metri dal sottopasso della «variantina2 alla Regionale 11, i cartelli installati dai proprietari che indicano lo stato fatiscente dei fabbricati e l’ingresso vietato agli estranei non hanno scoraggiato tanti sconosciuti a depositare alcune decine di sacchi rigonfi di rifiuti, soprattutto di derivazione domestica, sia dentro che fuori gli stabili del complesso. Parecchi involucri sono stati ammassati sotto la tettoia fatiscente di quella che un tempo era la stalla della corte. Accanto a questi sacchi ripieni di scarti ci sono anche alcune lastre ondulate spezzate, probabilmente di eternit. Nei fabbricati che circondano il cortile sono presenti, inoltre, altri residui di interventi edilizi, come vecchie porte, tapparelle e bancali in legno. Il degrado di tale area non è passato inosservato: una residente ha segnalato tale situazione al Comune tramite l’apposita «app». «Quella struttura», ha rivelato poi sui social la segnalatrice, «è piena di sacchetti e immondizie sia dentro che fuori. La gente parcheggia tranquillamente, in quanto la casa abbandonata non è recintata, e ci butta di tutto». Ricevuto il messaggio, il Comune è entrato in azione. «Abbiamo avviato il procedimento», assicura il sindaco Graziano Lorenzetti, «per accertare con la polizia locale la natura del materiale abbandonato e individuare i proprietari dell’area, che dovranno provvedere alla rimozione degli scarti e realizzare un’idonea recinzione per evitare ulteriori abbandoni». Il primo cittadino non nasconde il proprio disappunto verso i cosiddetti «pendolari» dei rifiuti. «Per questo», sottolinea Lorenzetti, «rinnovo l’invito ai cittadini a segnalarci le situazioni più critiche, per consentire l’intervento tempestivo dei nostri uffici». Inoltre Lorenzetti annuncia: «Incrementeremo il coinvolgimento delle associazioni cittadine, a cominciare dal Corpo nazionale soccorso ambientale di sinistra Adige, dando facoltà ai volontari dei di segnalare alla polizia locale gli scaricatori abusivi, utilizzando anche i cellulari per riprendere questi episodi deplorevoli». Per quel che concerne le discariche abusive «storiche», rilevate dal Comune negli anni scorsi sul territorio, a breve inizierà l’intervento sul deposito di materiale edilizio ed altri scarti, sorto in un’area privata dietro l’asilo di Vangadizza, già oggetto di una prima bonifica da parte dell’ex Giunta Scapin. «Poiché il bilancio 2020 è già stato approvato», puntualizza il sindaco, «potremo procedere rapidamente con il primo stralcio dei tre programmati, che avrà un importo di 45mila euro». Palazzo de’ Stefani ha emesso pure un ordinanza nei confronti del deposito «incontrollato» di terreni e rocce da scavo presente da diversi anni in via Peschiere, alla periferia di San Pietro, ordinando alla proprietà di trasmettere entro un mese il programma di smaltimento dei cumuli che occupano l’area di 24mila metri quadrati. «Si tratta», precisa il titolare del terreno, «di materiale inerte da escavazione e non di sostanze inquinanti. Abbiamo già provveduto ad una prima sistemazione del lotto in attesa di avviare il piano vero e proprio». •

Fabio Tomelleri
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