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14.11.2019

Cassonetti a scomparsa contro il degrado

Rifiuti accatastati davanti ad un negozio nel centro di Legnago
Rifiuti accatastati davanti ad un negozio nel centro di Legnago

Cassonetti «a scomparsa» al posto della raccolta dei rifiuti «porta a porta» in centro a Legnago. È la novità che il Comune ha messo in cantiere per il 2020, allo scopo di rendere più decoroso il cuore storico della città e migliorare lo smaltimento delle immondizie nel capoluogo, dove vivono 3.900 persone e sono presenti 200 attività commerciali. Una delle richieste formulate nei giorni scorsi dalla Giunta guidata dal sindaco Graziano Lorenzetti alla Sive, società che si occupa della raccolta delle immondizie a Legnago ed in altri 12 Comuni del territorio, è stata infatti quella di rivoluzionare le modalità di conferimento degli scarti da parte di residenti e commercianti nella parte più antica della città. Mandando così in soffitta bidoncini e sacchetti esposti all’esterno degli edifici per la raccolta domiciliare. L’estensione del «porta a porta» nella zona centrale di Legnago, caratterizzata da un’elevata concentrazione di condomini e da una zona pedonale, era stata avviata nell’estate del 2013 proprio da Lorenzetti, all’epoca assessore all’Ambiente della Giunta Rettondini, in accordo con Sive. A distanza di sei anni, il primo cittadino ha deciso quindi di archiviare tale sistema di smaltimento, senza però tornare integralmente all’antico. Durante il vertice che si è svolto nei giorni scorsi a Palazzo de’ Stefani tra l’esecutivo ed i vertici della partecipata di via Adige, Lorenzetti ha chiesto al presidente della società Ignazio Stefano Barone ed al direttore generale della stessa Enrico Ruffo di programmare un sistema innovativo. I contenitori, difatti, «spariranno» sotto la pavimentazione stradale. Secondo le indicazioni fornite dal primo cittadino, non si tornerà tuttavia alle 25 piazzole del passato: le aree dove saranno installati i multi-cassonetti saranno quattro o poco più. «A Sive», evidenzia Lorenzetti, «abbiamo chiesto di progettare un sistema di raccolta differenziata con contenitori a scomparsa. Inoltre abbiamo sollecitato una revisione degli attuali cestini stradali porta-rifiuti, che oggi possono accogliere solo scarti indifferenziati, mentre pretendiamo che i cittadini separino gli scarti anche quando sono fuori casa». Per quel che concerne i cassonetti di nuova generazione, il primo cittadino rimarca: «Si tratta di una soluzione che viene applicata con successo in altri Comuni d’Italia, in particolare nel Trentino». E sottolinea: «In base al materiale da conferire il cittadino potrà accedere al contenitore mediante un’apposita tessera magnetica». Secondo il sindaco, quella del sistema «sotterraneo» di raccolta dell’immondizia è l’unica soluzione che si può adattare al cuore cittadino. «Non è più tollerabile vedere sacchi di plastica o carta agli angoli delle vie centrali», ribadisce il sindaco, «e men che meno bidoncini contenenti i rifiuti a pochi passi alle vetrine dei negozi e dagli spazi frequentati da residenti e visitatori. Se vogliamo far ripartire Legnago dobbiamo adottare un cambio di passo pure in questo senso». Oltre a tutto ciò, durante il vertice con Sive l’esecutivo ha concordato un potenziamento delle verifiche sia su quanti non pagano la Tassa rifiuti (Tari) che sull’abbandono abusivo di immondizie. «La società», prosegue Lorenzetti, «garantirà 50 verifiche al mese per altrettante utenze: sappiamo già che una media dal 6 all’8 per cento delle posizioni non è in regola. Tutto l’accertato andrà a finanziare gli investimenti o verrà utilizzato per abbattere gli importi della tariffa». Sul fronte dei «pendolari» dei rifiuti, il sindaco assicura: «Abbiamo concordato una maggiore interazione tra polizia locale e addetti Sive per rilevare, anche con l’ausilio delle telecamere nascoste, gli abbandoni non autorizzati». Le novità non finiscono qui: da sabato 16 novembre, ogni settimana, la polizia locale, assieme ai volontari dell’Associazione nazionale carabinieri, dalle 13 alle 15, presidierà infatti i varchi dell’area del centro storico occupata dal mercato. Tutto ciò per rendere più celeri le operazioni di sgombero dei banchi e di pulizia delle piazzole occupate dagli ambulanti, oltre ad evitare che le auto transitino nella zona pedonale prima del tempo. •

Fabio Tomelleri
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