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05.08.2019

Banda rapina sull’argine quattro ragazzini

La caserma dei carabinieri di Legnago dove i genitori dei ragazzi hanno sporto denuncia per rapina
La caserma dei carabinieri di Legnago dove i genitori dei ragazzi hanno sporto denuncia per rapina

Rapinati del cellulare e dei pochi soldi che avevano in tasca da una banda di giovani stranieri incappucciati che li ha minacciati pesantemente con una bottiglia per derubarli prima di dileguarsi nel buio. È stata una serata da brividi, che non dimenticheranno facilmente, quella vissuta giovedì a Legnago, sull’argine destro dell’Adige, da quattro ragazzini, tutti residenti in città e tutti nati nel 2005, che avevano raggiunto la riva del fiume all’altezza del complesso residenziale ex Petternella. Un ritrovo fra amici liberi dagli impegni scolastici, tra chiacchiere, scherzi e confidenze, come avviene abitualmente durante le vacanze estive. Tra l’altro a poca distanza da casa e in una zona a ridosso del centro, molto frequentata sia di giorno che al calar del sole specie nella bella stagione. Complice anche l’accesso facilitato da una rampa che affianca i condomini ricavati nelle vecchie cantine. Ma giovedì sera quella riunione spensierata, come tante altre, si è trasformata di punto in bianco in un incubo per la comitiva di 14enni. Intorno alle 22, i quattro ragazzini si sono trovati infatti di fronte altrettanti individui con il volto travisato. Inizialmente hanno creduto che fosse uno scherzo. Ma è bastata loro una manciata di secondi per rendersi conto che non si trattava affatto di burloni. I quattro banditi - probabilmente marocchini ma sono ancora in corso accertamenti da parte delle forze dell’ordine - hanno palesato subito le loro reali intenzioni. Dapprima hanno infatti strattonato e spintonato i malcapitati quattordicenni, terrorizzati da quella terribile scena vista finora solo alla televisione. Poi, i rapinatori, brandendo una grossa bottiglia, li hanno costretti, in un crescendo di urla ed insulti, a farsi consegnare tutto quello di cui erano in possesso. Un magro bottino costituito da uno smartphone e da circa 50 euro in contanti. Dopodichè la banda ha mollato la presa ed è fuggita attraverso l’argine facendo perdere le proprie tracce nell’oscurità. Ripresisi dal brutto spavento rimediato in quegli istanti sembrati un’eternità, i quattro coetanei, tutti di buona famiglia e non coinvolti in giri strani, si sono precipitati nelle rispettive abitazioni per riferire a mamma e papà la disavventura di cui poco prima erano rimasti vittime. A quel punto i genitori hanno avvisato i carabinieri prima di recarsi in caserma a sporgere denuncia contro ignoti per rapina aggravata. Le indagini sono state avviate immediatamente e indizi preziosi per risalire all’identità dei malviventi potrebbero arrivare, oltre che dalle testimonianze, dalle immagini riprese dalle telecamere collocate tra via Argine e via Adige. Un quartiere dove da tempo si registrano lamentele da parte delle 70 famiglie residenti nelle ex Petternella, ormai esasperate da schiamazzi, atti vandalici e bivacchi notturni sotto i portici di balordi, che tolgono loro non solo il sonno ma anche la tranquillità. Un degrado che gli abitanti hanno denunciato, per l’ennesima volta, anche lo scorso maggio non potendo più tollerare presenze poco rassicuranti sotto le loro finestre, nelle pertinenze dei palazzi, scambiate per toilette a cielo aperto e spazi da imbrattare con lo spray, e nel parcheggio pubblico sopraelevato. Un situazione preoccupante, aggravata dal continuo abbandono di rifiuti di ogni genere, che la rapina ai danni dei quattro 14enni ha reso ora ancora più pesante da sopportare. Una soluzione ai problemi del rione a ridosso del centro potrebbe arrivare dal «Daspo urbano» appena varato dal consiglio comunale. Norme che entreranno in vigore a fine mese e che offriranno un’arma in più a polizia locale e alle altre forze dell’ordine per contrastare il degrado e garantire la sicurezza. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Stefano Nicoli
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