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14.08.2019

Asili e nidi privati per 5 anni al sicuro

Un asilo nido. A Legnago finanziati i cinque istituti privati del territorio
Un asilo nido. A Legnago finanziati i cinque istituti privati del territorio

A Legnago il Comune garantisce il funzionamento delle scuole materne paritarie per i prossimi 5 anni. La Giunta del sindaco Graziano Lorenzetti, infatti, nei giorni scorsi ha varato l’accordo che, da settembre di quest’anno, e fino al 2024, assicurerà complessivamente 2,7 milioni di euro a cinque istituti privati cittadini, frequentati in tutto da 414 alunni fino ai 6 anni d’età. Queste scuole, pertanto, potranno continuare ad offrire un servizio ormai indispensabile per le famiglie, sia della città che dei centri limitrofi, nelle quali vi sono bambini piccoli con, spesso e volentieri, entrambi i genitori lavoratori. Nel provvedimento, dunque, l’esecutivo ha previsto per materne e nidi paritari un contributo annuale totale di 540mila euro, in linea con gli anni precedenti, da suddividere tra i vari enti in maniera proporzionale secondo parametri prestabiliti. La nuova intesa riguarderà, nello specifico, cinque scuole del capoluogo e delle frazioni, tutti associati alla Federazione italiana scuole materne (Fism). Verranno pertanto finanziate la scuola materna, con annesso nido integrato, «Davide De Massari» dell’istituto Canossiano del capoluogo, che conta complessivamente 137 alunni; la scuola dell’infanzia con nido integrato «Gesù Bambino» di San Pietro di Legnago, frequentata da 80 bambini; l’istituto per l’infanzia con nido integrato «Maria Bambina» di Vangadizza, a cui sono iscritti 81 bimbi; la materna di Vigo, con i suoi 35 scolari, oltre alla scuola dell’infanzia con nido «Don Candido Mazzi» di Porto, che ha 81 iscritti. L’esecutivo non ci ha pensato due volte riguardo al rinnovo dell’intesa con le materne private cittadine. «L’amministrazione», scrive difatti la Giunta nel provvedimento, «da diversi decenni promuove accordi con le scuole dell’infanzia paritarie, allo scopo di concorrere al sostegno dei costi per il loro funzionamento. Recentemente, tale forma di collaborazione è stata estesa anche ai nidi integrati, offerto dalla maggior parte degli istituti, perché rappresentano un momento fondamentale nella crescita del bambino». Per quel che concerne l’onere economico, l’esecutivo puntualizza: «Le scuole paritarie rispondono ad una domanda di un servizio sociale da parte delle famiglie che il Comune, altrimenti, dovrebbe soddisfare con oneri economici sicuramente maggiori». «L’intervento dell’amministrazione», precisa Alessandra Donà, assessore all’Istruzione, «vuole agevolare l’adempimento dei compiti della famiglia di garantire il pluralismo sancito dalla Costituzione e la libertà dei genitori di scegliere i contenuti formativi più aderenti alle loro attese educative». Nel testo dell’accordo, il municipio ha specificato che il contributo agli asili paritari sarà adeguato annualmente secondo l’indice Istat del costo della vita. L’amministrazione corrisponderà il finanziamento relativo alle attività delle scuole d’infanzia sia per i bambini abitanti in città che per quelli residenti altrove, mentre per il servizio di nido integrato verranno corrisposte le quote solo per i piccoli del territorio comunale. Ciascun istituto, per ottenere la liquidazione dei contributi, dovrà presentare al municipio, entro ottobre di ogni anno, gli elenchi dei bambini iscritti alle varie sezioni e gruppi, oltre alle liste dei piccoli con problematiche psico-sociali o disabili. Inoltre, i gestori dei vari asili dovranno presentare al Comune copia dei bilanci consuntivi relativi all’anno precedente, distinguendo i servizi delle materne da quelli dei nidi. •

Fabio Tomelleri
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