Zimella

L'ultimo saluto al «guerriero» Federico: un grande «Grazie» e la musica dei Nomadi

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Funerale di Federico Marcon a Zimella (Diennefoto)
Funerale di Federico Marcon a Zimella (Diennefoto)
Funerali di Federico Marcon (video Dienne)

L'ultimo saluto a Federico è un enorme «Grazie», pronunciato dai parenti, dagli amici, dai donatori di sangue e da chi ha incrociato anche solo per pochi minuti la «triplice vita» di questo guerriero dall'animo generoso.

Grande partecipazione, oggi pomeriggio, alla cerimonia funebre di Federico Marcon, morto di Covid lo scorso 6 maggio a soli 34 anni, dopo aver subito due trapianti di cuore nel 2011 e nel 2020, a Borgo Trento. Il parroco don Pietro Marchetto ha celebrato le esequie del giovane impiegato della MBF nella Grotta di Lourdes, luogo molto caro agli abitanti di Zimella, che si sono stretti a mamma Paola, a papà Renato e alla sorella minore Sonia, distrutti da un dolore immenso. Anche il sindaco Sonia Biasin non è voluta mancare al rito funebre.

Il feretro di Federico, ricoperto da un grande cuscino di fiori bianchi, ha fatto il suo ingresso nel grande giardino di fronte alla Grotta di Lourdes con la sciarpa della sua squadra del cuore, il Chievo, e il tesserino di donatore Avis. Hanno voluto presenziare alla cerimonia i labari delle Avis del Colognese, di Zimella, di Illasi, di Soave, di Angiari e le consorelle Aido di Cologna e di Veronella. Al termine della messa, la canzone dei Nomadi «Io vagabondo» ha salutato l'uscita della salma verso il cimitero di Zimella. La band di Beppe Carletti era il gruppo preferito di Federico.

Paola Bosaro