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03.06.2020 Tags: Legnago

«L’Ulss svuota Anatomia patologica»

I sindaci della Bassa schierati davanti all’ospedale di Legnago
I sindaci della Bassa schierati davanti all’ospedale di Legnago

«L’Ulss sta smantellando l’Anatomia patologica del Mater salutis». Clara Scapin, sindaco di Legnago fino al 26 maggio 2019, è tornata sulle barricate a difesa del polo sanitario della Bassa, riprendendo la battaglia interrotta con la fine del suo mandato amministrativo. Alla base della protesta dell’ex primo cittadino, che lo scorso autunno ha lasciato il Pd per approdare al movimento «Italia Viva» di Matteo Renzi, vi è il recente trasferimento volontario di diversi operatori dall’unità operativa al settimo piano del blocco nord del «Mater salutis» all’analogo reparto dell’ospedale «Fracastoro» di San Bonifacio. Tale operazione, secondo Scapin, penalizzerà ulteriormente l’unità legnaghese il cui personale, nei mesi scorsi, era già stato in gran parte suddiviso tra il polo cittadino e quello sambonifacese per fronteggiare l’emergenza Covid 19. «Il direttore generale dell’Ulss 9 Scaligera Pietro Girardi», sottolinea Scapin, «aveva assicurato che gli spostamenti di operatori per il Coronavirus erano solo temporanei. Passata l’emergenza, mentre l’ ospedale sta riprendendo le usuali attività, per Anatomia patologica è subentrato un ulteriore problema: in base a difficoltà relazionali tra gli operatori, l’Azienda avrebbe accolto e favorito la richiesta di quasi tutti i dipendenti del reparto di essere trasferiti a San Bonifacio». «A Legnago», denuncia Scapin, «è stato lasciato un solo medico, assolutamente insufficiente a garantire la funzionalità dell’unità operativa dipartimentale». «Se non verrà effettuato un numero adeguato di prestazioni nel reparto cittadino», annota l’ex sindaco, «ci saranno le giuste motivazioni per chiudere il servizio». Secondo l’ex sindaco: «Piano piano, nel silenzio generale, si sta svuotando questo servizio indispensabile per il nostro ospedale». Inoltre, per Scapin: «Il ridimensionamento di Anatomia patologica è la premessa per depotenziare l’area chirurgica, già in sofferenza vista la carenza di anestesisti». L’ex primo cittadino non risparmia le critiche al municipio e al dg Girardi: «La Giunta del sindaco Graziano Lorenzetti non coglie la gravità della situazione, mentre il dg non ha la forza per opporsi agli indirizzi regionali». Pertanto Scapin lancia un appello: «Mi rivolgo ai cittadini e alle forze politiche della città e della pianura veronese affinché facciano sentire la loro voce e il loro dissenso verso Regione e Ulss nei modi che riterranno più opportuni». Dal canto suo, Girardi respinge le accuse: «Non c’è nessuna volontà da parte di alcuno di smantellare alcunché a Legnago. Anzi. Il servizio di Anatomia patologica sarà riorganizzato secondo la programmazione regionale del 2016, che prevede nel polo un’ unità operativa dipartimentale. Per l’utenza non cambierà nulla». Il dg ammette: «Il coronavirus non ha cancellato i problemi legati al reperimento di medici per alcune specialità: l’attività chirurgica è condizionata dal numero limitato di anestesisti in servizio i quali, seppur bravissimi, non possono sopperire alle assenze che le scuole specialistiche non sono riuscite finora a colmare». Girardi assicura: «La volontà della Regione di potenziare il Mater salutis è confermata dalle prossime procedure concorsuali. In particolare quelle relative ai medici dell’unità operativa semplice dipartimentale di chirurgia vascolare, prevista per la prima volta dalla programmazione regionale, sono riprese celermente dopo il lockdown». Per il dg: «Un’ altra prova del potenziamento sono le numerose attrezzature acquistate per il polo, la prossima inaugurazione della nuova Pediatria e, soprattutto, la ristrutturazione completa dell’ospedale, la cui progettazione sarà pronta entro fine anno». •

Fabio Tomelleri
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