L’ospedale da campo è operativo

L’ospedale da campo allestito davanti al Pronto soccorso di Legnago DIENNEFOTO
L’ospedale da campo allestito davanti al Pronto soccorso di Legnago DIENNEFOTO
L’ospedale da campo allestito davanti al Pronto soccorso di Legnago DIENNEFOTO
L’ospedale da campo allestito davanti al Pronto soccorso di Legnago DIENNEFOTO

Dalla Libia al cuore della Bassa per offrire supporto sanitario nella lotta al Coronavirus. Ieri mattina, a Legnago, è stato tagliato il nastro del nuovo ospedale da campo allestito in 15 giorni davanti all'entrata del Pronto soccorso del Mater salutis dagli uomini del Terzo stormo dell'Aeronautica di Villafranca. Proprio il comandante dei «Quattro gatti» della base di Caluri, il colonnello Giovanni Luongo, ha consegnato ufficialmente la tensostruttura, che verrà utilizzata come Punto medico avanzato per affrontare al meglio l'emergenza Covid, a Pietro Girardi, commissario-direttore generale dell'Ulss 9 Scaligera, e a Graziano Lorenzetti, sindaco della città. Alla cerimonia hanno preso parte anche il colonnello Paolo Marcatili, capo Infermeria del Terzo stormo, ed il tenente colonnello Alessandro Pisano, responsabile del team formato da due ufficiali medici e quattro sottufficiali infermieri in forza da fine dicembre all'unità operativa diretta dal dottor Francesco Pratticò. La struttura sanitaria, che da un paio di settimane è in funzione per accogliere e selezionare attraverso il triage i pazienti dei 25 Comuni del distretto 3 Pianura veronese bisognosi di cure urgenti, è stata impiegata nel 2016 in Libia a supporto del contingente militare italiano impegnato nell'operazione «Ippocrate». Tale missione era volta ad offrire supporto umanitario e sanitario al popolo libico mediante la costruzione di un ospedale da campo nell'aeroporto di Misurata. Dalle missioni all'estero al cuore della pianura scaligera, dunque. All'ombra del Mater salutis, la tensostruttura di 180 metri quadrati verrà impiegata per un’altra «guerra», quella contro il Coronavirus, che l'Azienda sanitaria sta combattendo giorno per giorno nel polo sanitario della Bassa. «Per noi», ha rimarcato il colonnello Luongo, «è doveroso supportare il nostro Paese in quest'emergenza nazionale». Il Punto medico militare attualmente viene sfruttato per accogliere i pazienti sottoposti al primo tampone in attesa di essere curati, a seconda della positività o meno al virus, secondo il percorso più corretto. Gli spazi, tuttavia, sono già predisposti per affrontare gli effetti di un'eventuale terza ondata della pandemia. Il Punto medico è dotato di 10 postazioni, di cui otto di terapia semintensiva e due di terapia intensiva. «La struttura», ha precisato Marcatili, «all'occorrenza potrà accogliere però fino a 16 pazienti». «Quando il Terzo stormo», ha rivelato il dg Girardi, «ci ha messo a disposizione il suo Punto medico abbiamo ritenuto che fosse utile a Legnago, viste le problematiche riscontrate dal pronto soccorso del Mater salutis in questa seconda ondata». La riduzione della pressione dei pazienti sul reparto guidato dal dottor Pratticò si è concretizzata con l'arrivo del personale medico e paramedico dell'Aeronautica e l'attivazione dell'ospedale da campo. Ieri, proprio mentre si procedeva al taglio del nastro, il Pronto soccorso aveva in carico ben 33 pazienti, di cui 14 in codice giallo, fascia che comprende, per la maggior parte, i pazienti contagiati dal Covid. «Questa struttura», ha annotato il dg, «ci permette di accogliere le persone celermente». «Senza il supporto del personale dell'Aeronautica», ha confessato il primario Pratticò, «saremmo stati in difficoltà». Il sindaco, ringraziando i militari per il loro supporto, ha rimarcato: «Attraverso questo Punto medico l'ospedale cittadino garantisce una risposta importante al territorio. Si tratta di una struttura fondamentale a supporto del pronto soccorso». •

Fabio Tomelleri