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13.02.2020

In fuga corre per due chilometri e si tuffa in tre canali, ma viene arrestato

I carabinieri a Begosso
I carabinieri a Begosso

Alla vista dei carabinieri di Minerbe si è trasformato in uno spericolato maratoneta. E, con uno scatto d’atleta, ha scavalcato in un istante la recinzione del casolare in cui si nascondeva, per poi mettersi a correre a perdifiato per due chilometri nelle campagne di Terrazzo immergendosi fino alla testa in tre fossi e scavalcando interi filari di frutteti. Tutto inutile.

 

Gli uomini del maresciallo Simone Bazzani, a quanto pare, erano infatti più allenati e più in forma di lui. Tanto che, al termine di un inseguimento rocambolesco da cui sono usciti non solo sfiancati ma anche impantanati e bagnati fradici, l’hanno raggiunto e immobilizzato. Non senza una certa fatica visto che il «podista» ha sferrato calci e pugni ai militari nell’estremo tentativo di assicurarsi la libertà.

 

La fuga campestre di Valter Dragutinovic - un macedone di 32 anni con una sfilza di precedenti e condanne, soprattutto per furti in abitazione commessi a partire dal 2007 perlopiù tra la Sardegna, il Piemonte e il Veneto - si è così conclusa con l’ennesimo arresto, questa volta per resistenza a pubblico ufficiale, che gli ha spalancato di nuovo le porte del carcere.

È stato decisamente un intervento movimentato quello che lunedì mattina ha impegnato i militari del maggiore Vincenza Chiacchierini nella frazione di Begosso. A seguito di un’attività investigativa, i carabinieri avevano infatti appurato che il topo d’appartamento «seriale», fotosegnalato in passato almeno una settantina di volte con diversi alias e fermato nel 2015 anche a Bevilacqua con chiavi e grimaldelli, si aggirava da qualche settimana nella Bassa. Probabilmente ospite di parenti visto che, malgrado sia apolide, di fatto è domiciliato in Piemonte. Intorno a mezzogiorno la pattuglia di Minerbe ha effettuato un giro perlustrativo nella zona a ridosso dell’argine dell’Adige. E non ha fatto nemmeno in tempo a fermarsi nel cortile di un vecchio rustico isolato, situato in via Chiesa Vecchia, che ha visto in lontananza un’ombra fuggire a gambe levate.

 

Si trattava, come è poi stato accertato, di Dragutinovic, il quale, con ogni probabilità, aveva visto sopraggiungere da lontano l’auto dell’Arma e non aveva esitato perciò a dileguarsi. E aveva le sue buone ragioni. Sul 32enne pendeva infatti un’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip Giuseppe Pintori della Procura di Cagliari per un furto commesso nel 2019 in Sardegna nell’abitazione di un poliziotto. Ma non solo. Il giovane era infatti ricercato poichè doveva scontare per pene pregresse anche un anno, 11 mesi e 23 giorni di reclusione come disposto dall’Ufficio esecuzioni penali del Tribunale del capoluogo sardo. Tuttavia, non gli è servito granché calarsi nei panni di una gazzella ed inscenare una «gimkana» che ha costretto i carabinieri ad un’impresa sportiva prima ancora che giudiziaria. Dragutinovic, irregolare in Italia e con una raffica di decreti di espulsione sulle spalle finora mai ottemperati, ha superato con un balzo una staccionata alta più di due metri per poi «tuffarsi», strada facendo, in ben tre canali irrigui e sfrecciare rasente a centinaia di alberi di mele e pere.

 

Alla fine non ce l’ha più fatta. Ed è stato catturato dai carabinieri, che l’hanno trasferito, dopo essere riusciti a placare la sua violenta reazione, in caserma dove è scattato l’arresto. Su disposizione del pm di turno, il dottor Gennaro Ottaviano, ha trascorso la notte in una camera di sicurezza del Comando di Legnago. Il giorno seguente è comparso in tribunale a Verona: il giudice Laura Donati, dopo averne convalidato l’arresto, ha disposto la detenzione in carcere. Nel frattempo dovrà essere definita anche la sua posizione legata all’ordinanza di custodia cautelare notificatagli dai militari di Minerbe dopo una corsa al cardiolpalma.

Stefano Nicoli
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