In aumento i pazienti con l’osteoporosi

L’ospedale di Legnago
L’ospedale di Legnago
L’ospedale di Legnago
L’ospedale di Legnago

Bassa veronese con le ossa sempre più fragili. Il progressivo invecchiamento della popolazione, ma anche il maggior ricorso a controlli preventivi e, non da ultimo, alcuni tipi di terapie post tumorali o legate ad altre patologie, hanno fatto crescere nei 25 Comuni del distretto 3 Pianura veronese dell’Ulss 9 il numero di pazienti affetti da osteoporosi. Tanto che l’apposito ambulatorio dipendente dalla geriatria diretta dalla dottoressa Margherita Azzini, al piano rialzato del Mater salutis, è tornato a operare a pieno regime, con visite erogate ai pazienti dal lunedì al venerdì. Secondo i dati elaborati dall’ambulatorio specialistico guidato dal dottor Romildo Gasparini, fra i centri di riferimento regionale per l’osteoporosi, nel 2020 sono stati 380 i nuovi utenti presi in carico, provenienti anche dal resto del Veronese e delle province vicine. Nei primi quattro mesi del 2021, inoltre, gli assistiti che sono ricorsi per la prima volta alle cure contro l’osteoporosi offerte dal Mater salutis sono stati 70 su un totale di 400 persone visitate. «In sostanza», evidenziano Azzini e Gasparini, «gli assistiti in cui viene riscontrato l’insorgere della malattia sono un quarto del totale delle persone annualmente seguite dall’ambulatorio». Per quel che concerne l’età media degli affetti da osteoporosi, sia uomini che donne, si aggira attorno ai 65 anni. «Tuttavia», aggiunge Gasparini, «un paziente su quattro ha dai 30 ai 40 anni: si tratta di casi in cui l’osteoporosi è causata da terapie legate ad altre malattie, come quelle anti recidiva del tumore alla mammella o che prevedono l’assunzione di cortisone, tra cui le cure contro i reumatismi». Tra i residenti del Basso veronese è aumentata la sensibilità verso la patologia che causa il deterioramento della microarchitettura del tessuto osseo, facilitando la frattura, in particolare, di vertebre, femore, polso, omero e caviglia. «Sono diverse», rivela Gasparini, «le persone ultra 40enni che si rivolgono a noi perché vorrebbero ricorrere a delle cure preventive in modo da non ridursi come i genitori. Proprio per la loro giovane età, tuttavia, non possiamo assecondare i loro desideri. La prevenzione primaria, difatti, è rivolta in via prioritaria a donne in menopausa o uomini ultracinquantenni». Gasparini sottolinea quali sono gli stili di vita da adottare per evitare i casi gravi o attenuare lo sviluppo della malattia in età adulta: «Innanzitutto è salutare un’esposizione solare adeguata per l’assorbimento della vitamina D». Il medico aggiunge: «Va inoltre assunto un grammo di calcio al giorno, presente in alimenti come il formaggio e gli altri latticini. Infine va evitata la sedentarietà, ricorrendo a passeggiate e attività fisica». Il primario Azzini rimarca come, nonostante l’emergenza covid, l’attività dell’ambulatorio per la cura dell’osteoporosi nel 2020 abbia registrato solo una lieve flessione, da duemila a 1.800 prestazioni, legata soprattutto ai mesi di lockdown totale della primavera di un anno fa, quando venivano garantite le cure solo ai pazienti oncologici o soggetti a terapie che provocano l’osteoporosi. «Proprio per consentire di effettuare le visite e tornare ad essere attivi a pieno regime il prima possibile», conclude il primario, «abbiamo trasferito l’ambulatorio dal reparto di geriatria al piano rialzato dell’ospedale, proteggendo così gli utenti dal Covid. Attualmente i tempi di attesa indicati nelle impegnative sono rispettati». F.T.

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