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21.10.2019

Il diario di guerra è diventato un libro

Il giorno del ritorno della salma di Domenico Spiniella
Il giorno del ritorno della salma di Domenico Spiniella

Il diario di guerra scritto al fronte in Russia su tre quadernetti tascabili da un giovane tenente bovolonese, Domenico Spiniella, morto in combattimento nell’agosto del 1942, medaglia d’argento al valor militare, dopo essere rimasto per oltre 70 anni in un baule nei ricordi di famiglia, è diventato un libro dato alle stampe dai nipoti. E domani alle 20.45 nell’auditorium della biblioteca civica di Bovolone, in una serata organizzata dai familiari con il patrocinio del Comune e la collaborazione della commissione cultura, la comunità bovolonese avrà modo di conoscere più a fondo un proprio concittadino, caduto a 25 anni sul campo di battaglia. I resti del giovane tenente riposano dal novembre del 1998 nel cimitero di Bovolone nel quale la salma è stata traslata dopo la caduta dell’Unione sovietica. Per 56 anni è rimasto sepolto nel cimitero del 79° di Fanteria, poco lontano dal Kolkoz principale di Singig in Russia. Arrivò assieme ai resti di Remo Lorenzini, altro bovolonese morto al fronte. Il diario è rimasto per 77 anni gelosamente custodito a cura delle due amate sorelle, Giuseppina e Nella, entrambe scomparse. Ma oggi è pubblicato assieme ad altro materiale rinvenuto negli archivi dell’esercito a cura dei nipoti Nello, Franco e Maristella Leati con l’aiuto di due militari di carriera, il generale Antonio Scipione e il generale Rosario Privitelli. «Tutto è nato da una cena con gli amici del liceo», racconta Nello Leati, tra i curatori del diario. «Ho rincontrato dopo oltre 30 anni un compagno di classe che aveva fatto carriera militare e gli ho raccontato di questi cimeli di famiglia di nostro zio Domenico. Ed è nato il libro che presenteremo domani: mostreremo anche il diario manoscritto, molte lettere, foto, la sua divisa e la mostrina». Il ritrovamento di un diario di un soldato è prezioso: i diari sono ricchi di informazioni particolari, non reperibili nei bollettini di guerra, pagine che permettono anche di toccare con mano la drammatica situazione esistenziale degli uomini al fronte. Il generale Scipione, che ha dato il suo contributo all’opera indica, Domenico Spiniella come esempio di italiano «animato da un amor di patria spinto al massimo grado». Esponente di una gioventù «interamente maturata e formata alla luce degli ideali promossi dalla propaganda di regime». Spiniella, primogenito di un commerciante di generi alimentari, divenne maestro, aveva anche vinto un posto a Sossano (Vicenza). Pur avendo i requisiti per chiedere il congedo come unico figlio maschio e per l’avanzata eta del padre, si fece volontario e a 22 anni divenne comandante del 1° plotone mitraglieri della divisione fanteria Pasubio. Il suo plotone era in origine destinato all’Africa ma venne spedito in Russia a supporto dell’Operazione Barbarossa e confluìo nella 8a Armata italiana in Russia (Armir). Dal 7 marzo del 1941 al 16 luglio del 1942 tenne il suo diario, titolato «Meditazioni e propositi». Il 17 luglio era il giorno del suo 25° compleanno ma non scrisse niente e cosi pure per fino alla sua morte avvenuta il 22 agosto a quota 219 del fiume Don, località Balka Olkovra. Quel giorno Domenico sostituì alla mitragliatrice uno dei suoi uomini caduto, venne ferito in modo non grave a un braccio ma rifiutò la medicazione e rimase, venne poi colpito a morte. Nell’immediato dopoguerra venne intitolata una via a Domenico Spiniella: si tratta di una traversa di via Stazione. •

Roberto Massagrande
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