Il cadavere trovato in Adige è di Baba. Ora c’è la certezza

Il recupero della salma
Il recupero della salma
Il recupero della salma
Il recupero della salma

Gli inquirenti erano già convinti che il cadavere ripescato domenica mattina dai vigili del fuoco nel tratto di Adige che bagna Terrazzo appartenesse a Mohamed Baba.

Ieri mattina è arrivata la certezza che ha eliminato anche i dubbi residui. Si tratta proprio del ventenne marocchino annegato la sera del 12 maggio a Legnago dopo essersi tuffato all’altezza del ponte della ferrovia al culmine di una serata spensierata trascorsa con altri magrebini su un ghiaione del fiume trasformatosi per il ragazzo in una trappola mortale.

La salma è stata infatti riconosciuta da Ayoub, l’amico marocchino che lo ospitava da circa tre mesi in una mansarda di via Minghetti dove quella notte il giovane non era rincasato. Tanto da indurre l’indomani il giovane, suo coetaneo, a denunciarne la scomparsa ai carabinieri, preoccupato per la sua assenza dopo quel tuffo a cui i sei connazionali in sua compagnia, complice qualche birra di troppo, lì per lì non avevano dato troppa importanza. L’amico, convocato dai carabinieri della stazione di Legnago che si sono occupati del caso, è giunto disperato all’obitorio del «Mater salutis». E, a quel punto, di fronte a quel corpo riconoscibile nitidamente malgrado l’iniziale stato di decomposizione, le speranze che non si trattasse di Mohamed si sono infrante definitivamente. Ed ora gli stessi amici, ai quali sono stati riconsegnati le catenine e gli anelli d’oro che il ventenne aveva riposto nelle scarpe prima di quel bagno notturno, dovranno prepararsi a dare l’addio a Baba. Il pm Alberto Sergi, avvisato dai militari dopo la macabra scoperta, ha disposto l’immediata restituzione della salma ai familiari. Una decisione scaturita dall’assenza sul corpo dello sfortunato ragazzo di segni riconducibili ad una morte violenta, che non ha richiesto un esame autoptico. Gli uomini del luogotenente Luigi Mura hanno provveduto ad avvisare il Consolato generale del Marocco di Verona affinchè contatti i parenti.•.

Stefano Nicoli