CHIUDI
CHIUDI

12.08.2020 Tags: Legnago

«Garantite lavoro alle famiglie» Appello del vescovo alle aziende

In preda ai fumi dell’alcol, prima ha dato in escandescenze importunando i passanti e i clienti della creperie Yam di piazza Garibaldi. Poi, non appena è stato invitato ad andarsene, si è scagliato contro il titolare del locale colpendolo ripetutamente con una stampella, al punto da causargli un trauma alla spalla sinistra. Infine, per farla compiuta, ha cercato di aggredire anche i carabinieri del Nucleo operativo e Radiomobile intervenuti per riportarlo alla ragione e ripristinare la calma nel locale situato nel centro storico di Legnago. Al termine del parapiglia, scatenato da qualche bicchiere di troppo, l’equipaggio del Norm è riuscito a immobilizzarlo. E nei confronti del giovane è scattato l’arresto per lesioni personali e resistenza a pubblico ufficiale. È stata una serata decisamente movimentata quella che ha avuto come protagonista S.H., un indiano di 26 anni, nullafacente e senza fissa dimora, da tempo gravitante nella Bassa. Mancava poco alle 22.30 quando è arrivata la richiesta d’intervento alla centrale operativa del 112 di fronte al giovane trasformatosi col passare dei minuti in una furia incontrollabile. Al punto da seminare la paura tra la gente intenta a gustarsi una crepe, un gelato o una bibita in piazza in una rovente serata estiva. S.H., dopo aver disturbato i clienti dello Yam e chi stava passeggiando nei dintorni, ha rivolto le sue attenzioni contro A.A., il titolare 42enne dell’esercizio, iniziando a picchiarlo con la stampella fino a provocargli contusioni giudicate poi guaribili in sei giorni dai medici del Pronto soccorso di Legnago a cui si è rivolto per farsi medicare. Nemmeno alla vista degli uomini del luogotenente Mauro Tenani, giunti in piazza, il 26enne ha dato segno di volersi tranquillizzare. Anzi è diventato ancora più violento e non la smetteva di urlare mentre si ribellava alle richieste di fermarsi da parte dei militari che sono riusciti però ad evitare le stampellate e a bloccarlo. Il giovane è stato quindi trasferito al comando dove ha trascorso due notti in camera di sicurezza su disposizione del pm di turno, la dottoressa Maria Diletta Schiaffino. Lunedì, l’indiano, difeso dall’avvocato Veronica Dal Bosco, è comparso in tribunale a Verona: il giudice Sandro Sperandio ne ha convalidato l’arresto e l’ha condannato ad un anno di reclusione con la sospensione della pena. •

Stefano Nicoli
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1

Necrologie