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22.05.2020

Fusione tra i due enti La Giunta regionale dà l’ok al referendum

«È favorevole all’istituzione del nuovo Comune di Borgo Veronese mediante la fusione dei Comuni di Isola Rizza e San Pietro di Morubio?». Sarà questo il quesito referendario che i cittadini dei due centri della Bassa, il prossimo autunno, troveranno stampato sulle schede da depositare nelle urne. La Giunta regionale ha infatti varato il provvedimento che dà il via libera al referendum consultivo con cui i residenti dei due paesi di destra Adige dovranno decidere se far nascere o meno, dal prossimo 1 gennaio, il «Super Comune» da 6.200 abitanti e oltre 32 chilometri quadrati. L’esecutivo regionale, lo scorso 10 marzo, aveva approvato il disegno di legge sul progetto di fusione dopo aver accolto l’istanza inoltrata a fine 2019 dai consigli comunali dei due enti. Nella nuova delibera la Giunta scrive: «Un successivo provvedimento dell’esecutivo fisserà la data del referendum e la convocazione dei comizi elettorali, anche in considerazione dell’evolversi dell’emergenza sanitaria in corso. La consultazione, comunque, dovrà svolgersi entro il 31 ottobre 2020». Palazzo Balbi precisa che per le operazioni riguardanti il referendum si avvarrà degli uffici dei due municipi, i quali dovranno concorrere alle spese della consultazione. Per le due amministrazioni locali la sfida, ora, sarà doppia, poiché nei prossimi quattro mesi dovranno non solo convincere almeno il 50 per cento degli elettori di ciascun paese a recarsi alle urne per non rendere nullo tutto l’iter. Ma anche assicurare che, sia a Isola che a San Pietro, i sì prevalgano sui no. Tenendo conto, oltretutto, che nel centro isolano è nato nei giorni scorsi un comitato «Stop alla fusione» che ha già raccolto 600 firme per chiedere la sospensione del referendum. «Siamo già partiti con una campagna sui social per informare i cittadini vista l’impossibilità di organizzare riunioni», evidenzia Silvano Bonisnegna, sindaco di Isola Rizza. Il suo collega morubiano Corrado Vincenzi rimarca: Desideriamo che i cittadini vadano a votare in maniera convinta e consapevoli dei vantaggi insiti in questa riorganizzazione». •

F.T.
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