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25.05.2020

Francesco è sveglio: dov’è Martina?

L’incidente stradale a San Vito di Legnago: Francesco è uscito dal doma a 14 giorni dallo scontroMartina Medas morta a 18 anni nello scontro avvenuto il 10 maggio
L’incidente stradale a San Vito di Legnago: Francesco è uscito dal doma a 14 giorni dallo scontroMartina Medas morta a 18 anni nello scontro avvenuto il 10 maggio

Francesco si è svegliato, non ricorda nulla dell’incidente e chiede della fidanzata deceduta: «dov’è Martina? Come sta?». Una sfida durissima attende il 18enne Francesco Lorenzetti, studente residente nel Comune di Roverchiara, scampato alla morte nell’incidente avvenuto la sera di domenica 10 maggio a San Vito di Legnago tra la moto che guidava e una bicicletta. Con lui, seduta dietro, c’era Martina Medas, 18 anni, residente a Orti di Bonavigo, la ragazza del giovane. Lei purtroppo non ce l’ha fatta. Le ferite riportate si sono rivelate troppo gravi. É spirata poco dopo il tragico scontro mentre Francesco veniva portato con l’elisoccorso di Verona Emergenza al Polo Confortini. Qui per quasi due settimane il giovane ha lottato tra la vita e la morte e vinto la sua prima la sua battaglia. Ora lo attende un altro terribile scoglio. Dovrà sapere che Martina è morta e con il tempo metabolizzare quanto accaduto. Nessuno tra medici e famigliari per il momento ha avuto il coraggio di rispondere alle domande del ragazzo. Gli è stato detto solamente che «Martina è rimasta gravemente ferita, non si sa ancora se i medici riusciranno a salvarla», confida papà Fabrizio. «Sono felice perché ho ancora la fortuna di avere mio figlio qui con me», aggiunge il padre, «ma non dimentico Martina e la sua famiglia, sono persone stupende e di una forza immensa, ci sentiamo quotidianamente, li ringrazio per il sostegno». Francesco e Martina, frequentavano la stessa classe, la quarta C dell’istituto alberghiero Giuseppe Medici di Legnago. I due sognavano una vita assieme, quest’estate progettavano la prima vacanza di coppia, in Croazia. Il destino ha voluto che andasse diversamente. «Francesco non ricorda assolutamente nulla dello scontro con la bici», riferisce il papà, «sa che prima erano andati a Cerea a mangiare un gelato, avevano parlato e poi erano saliti in moto per tornare a casa. Da lì in poi regna il buio assoluto». Con loro a bordo di un’altra moto c’erano anche Michela, gemella di Martina e il papà Massimo. Quest’ultimo è si è accorto immediatamente che la moto del fidanzato della figlia non si vedeva più nello specchietto retrovisore. Così è tornato indietro con il cuore in gola e il pensiero che la moto avesse centrato la bicicletta che procedeva sul ciglio della strada in via San Vito. Purtroppo il suo presentimento si è rivelato corretto. Il ciclista è stato dimesso dal pronto soccorso di Legnago all’indomani dell’incidente con alcune vertebre fratturate. In questi giorni Francesco ha chiesto diverse volte di vedere il papà di Martina. Probabilmente per chiedere anche a lui della fidanzata. «Non appena possibile glielo faremo incontrare», spiega papà Fabrizio, «le sue condizioni sono in miglioramento ed entro un paio di giorni sarà portato all’ospedale di Negrar per cominciare la riabilitazione». Prima che avvenga il trasferimento, Francesco conoscerà la verità. In terapia intensiva, lontano dalle visite e dai mezzi di comunicazione, il ragazzo è rimasto protetto dal mondo esterno. Quando cambierà struttura, non sarà più possibile. Gli basterà avere in mano uno smartphone per sapere cos’è successo. «Stiamo concordando con uno psicologo che ci segue come comunicare il lutto, non sarà per niente facile, lo attende un colpo tremendo ma gli saremo vicino», dice il padre. La paura più grande è che in lui si generi il senso di colpa per l’incidente e la morte di Martina. A Francesco però, pochi giorni dopo l’incidente, la gemella Michela assieme ai suoi famigliari, tramite le colonne de L’Arena, aveva fatto sapere che «lui non ha colpe, è stato il destino a far accadere questa terribile disgrazia». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Francesco Scuderi
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