Isola Rizza

Farmaci, ricette e spesa: il sindaco diventa «fattorino» per i concittadini in quarantena

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Il sindaco di Isola Rizza Vittoria Calò consegna la ricetta medica a un concittadino (Diennefoto)
Il sindaco di Isola Rizza Vittoria Calò consegna la ricetta medica a un concittadino (Diennefoto)
Il sindaco di Isola Rizza Vittoria Calò consegna la ricetta medica a un concittadino (Diennefoto)
Il sindaco di Isola Rizza Vittoria Calò consegna la ricetta medica a un concittadino (Diennefoto)

Il cellulare squilla alle otto del mattino: è un cittadino di mezza età che chiede urgentemente una ricetta rossa che non può ritirare di persona dal medico di famiglia perché sia lui che tutti i suoi familiari sono chiusi in casa per la quarantena. Inizia così un’altra giornata frenetica per Vittoria Calò, 56enne sindaco di Isola Rizza, che ancor prima di recarsi in municipio per gli appuntamenti con il pubblico, fa il giro del paese per soddisfare i bisogni dei propri concittadini.

L’impennata di contagi da Covid 19 anche nel centro di destra Adige ha costretto, infatti, persone di tutte le età, tra cui intere famiglie ed anziani soli, a rimanere isolate a casa. Con l’effetto di non riuscire a provvedere autonomamente a bisogni essenziali come, appunto, l’approvvigionamento di beni di prima necessità o medicinali salvavita. Tale situazione ha spinto Calò, come altri suoi colleghi della Bassa, a calarsi nei panni di «fattorino» per il bene dei 3.200 residenti del paese che amministra dallo scorso ottobre.

«Al numero telefonico che ho istituito per permettere agli isolani di contattarmi», riferisce il sindaco al termine dell’ultimo giro di consegne, «sono arrivate nei primi tre giorni otto richieste, mentre la nona, quella relativa alla ricetta consegnata sabato mattina mi è stata comunicata la sera precedente da un consigliere. La mattina successiva mi hanno telefonato dicendomi che l’interessato doveva averla con urgenza, per cui sono salita in auto, mi sono recata dal suo medico e l’ho recapitata al domicilio del richiedente».

Il servizio è stato apprezzato dal compaesano, anche se il contatto diretto con il sindaco, ovviamente, non c’è stato. «Per effettuare questa e le altre commissioni», riferisce Calò, «ho adottato infatti tutte le precauzioni di sicurezza. Munita di guanti e mascherina Ffp2 ho lasciato la ricetta rossa nella cassetta delle lettere dell’interessato». Da mercoledì scorso, quando ha iniziato le consegne in paese, il sindaco ha ricevuto per lo più richieste di medicinali e ricette. «Si sono rivolti a me non solo anziani», puntualizza il primo cittadino, «ma anche 40enni e persone più giovani. Tutti impossibilitati ad uscire perché soli o con i congiunti isolati dal Covid».

Per poter soddisfare tutte le esigenze, Calò ha messo in piedi una vera e propria «task-force» di volontari. «Con gli assessori ed i consiglieri di maggioranza formiamo ormai una squadra», riferisce il primo cittadino, «per cui anche gli altri amministratori sono coinvolti nelle consegne». «Ho notato», annota, «che l’iniziativa è stata apprezzata dai miei compaesani, tanto che qualche negoziante, come la titolare del panificio, si è resa disponibile per agevolarci nel reperire gli alimenti. Tutto ciò mi rende orgogliosa di Isola Rizza e dei suoi abitanti».

Tuttavia, per Calò, riuscire ad incastrare i suoi impegni lavorativi, al tribunale militare di Verona, con quelli amministrativi e familiari - è sposata con il primo luogotenente dell’esercito Giuseppe Copioso ed è mamma di Rosa, 25enne studentessa universitaria - è diventata una sorta di equazione matematica. E a complicarla ulteriormente si è messa ora di mezzo la nuova ondata di contagi, che l’ha convinta a fare di necessità virtù. E a calarsi quindi, senza esitazione, nei panni di premuroso «fattorino civico». «Per fortuna», confessa Calò, «posso contare sulla collaborazione di mio marito e di mia figlia, che mi consentono di dedicare tanto tempo alle mansioni amministrative ed ai cittadini. A casa, visti i miei tanti impegni, Giuseppe prepara praticamente sempre lui il pranzo per tutti, essendo tra l’altro un cuoco provetto». Anche perché il sindaco non ha lasciato il lavoro dopo aver indossato tre mesi fa la fascia tricolore. «Appena eletta», rivela Calò, «ho comunicato agli uffici del tribunale l’esigenza di seguire l’ente locale, che per me resta un dovere prioritario nel rispetto dei miei concittadini. Per questo cerco di conciliare l’attività in municipio con il mio impiego utilizzando permessi di lavoro e prendendomi, all’occorrenza, anche dei giorni di ferie».

Fabio Tomelleri