Ecco chi furono i sindaci provvisori

L’ex municipio situato nel Novecento in via Roma
L’ex municipio situato nel Novecento in via Roma

Sindaci provvisori durante la liberazione di Oppeano dal regime nazifascista. Oltre a provvedimenti del tutto simili a quelli che si stanno prendendo in questi giorni per la Fase 2 dell’emergenza sanitaria causata dal Covid 19. Un documento datato 4 maggio 1945, ritrovato a seguito di una ricerca condotta dall'assessore all'Identità veneta Luca Faustini, fa luce sui primi cittadini scelti a governare la comunità nella confusione totale dell'immediato dopoguerra. Un atto che gli alleati si sono portati negli Usa e che oggi è conservato nel Maryland. L'elenco ufficiale dei sindaci di Oppeano riporta come ultimo podestà fascista Guido Carli e successivamente come primo sindaco provvisorio, a guerra finita, Gilberto Altichieri. «Ma tale elenco in base alla mia ricerca», rivela Faustini, «risulta corretto solo in parte, in quanto nell'immediato dopoguerra ci furono altre persone designate come sindaci provvisori, che non si ricordavano e che non vengono citate nei nostri elenchi comunali. Furono nominati dal locale Comitato di Liberazione Nazionale, sotto la stretta sorveglianza del Governatorato Alleato». Il documento del 4 maggio ed altri correlati si trovano nel fondo «The Allied Control Commission», che fu custodito ai National Archives di Washington fino al 1955 per poi venire spostati nell'archivio federale del Maryland». In microfilm, tali documenti si possono anche visionare all’Archivio centrale dello Stato, a Roma, dove si è recato Faustini. Da questi carteggi ufficiali dell'epoca, risulta essere stato primo sindaco provvisorio Walter Beghini, che poi divenne notaio. Egli si insediò in municipio ad Oppeano il 26 aprile del 1945, giorno ufficiale della liberazione del paese, e contribuì in quella prima settimana pacifica all'organizzazione dei funerali delle vittime di guerra, al ristabilimento dell'ordine, alla riapertura della caserma dei carabinieri, allora appena costruita, e in genere alla riorganizzazione della macchina amministrativa. Beghini rassegnò le dimissioni il 4 maggio del 1945 ed il Comitato di liberazione locale deliberò all'unanimità la nomina a sindaco del ragionier Ugo Frigo e a vicesindaco di Giorgio Menegatti, entrambi residenti ad Oppeano. Tuttavia, Frigo fu sindaco solo per 48 ore. Due giorni dopo la nomina, infatti, informò con una nota il Comando militare alleato delle sue dimissioni, in quanto non poteva assolvere i compiti assegnatigli, in pieno accordo col locale Cln, che nel frattempo aveva eletto un altro sindaco. «Alla presenza del governatore, il Cln provvide alla nomina quale sindaco del dottor Gilberto Altichieri e di Alessandro Sasso di Ca' degli Oppi in qualità di vicesindaco», prosegue, documenti alla mano, Faustini, «nonché alla nomina della Giunta comunale composta da Valente Isolan già presidente del Cln locale, Giorgio Menegatti, Luigi Renoffio, Lucio Fusini, Lucillo Ghedini e Sebastiano Zoppei». Le prime elezioni regolari del 1946 diedero poi spazio alla compagine socialista e si dovranno aspettare le dimissioni del primo sindaco di quel partito per vedere tornare al soglio municipale il liberale Altichieri. «Dalla documentazione ritrovata, facendo un parallelo con i nostri giorni di pandemia, è interessante osservare le note sulla riapertura dei locali di intrattenimento e spettacoli nel secondo dopoguerra», commenta Faustini, «e la successiva segnalazione da parte dei parroci di Oppeano, Ca' degli Oppi e Vallese per i balli senza controllo organizzati da elementi di sinistra, che ne ritraggono vistoso lucro». La storia come si vede, si ripete. Si evince poi che il sindaco Altichieri fece istanza al Governatore del permesso di circolazione per il medico condotto dottor Rinaldi e per la moglie per recarsi in una diversa provincia (quella di Mantova). «Insomma una sorta di certificazione per lo spostamento fuori regione e fuori provincia», conclude Faustini, «che ricorda da vicino le scelte di riaprire la circolazione dopo il lockdown». •

Zeno Martini

La posta della Olga