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13.06.2019

Droga nascosta in auto, scattano tre arresti

I carabinieri di Minerbe con la droga sequestrata a Bevilacqua
I carabinieri di Minerbe con la droga sequestrata a Bevilacqua

Un altro sequestro di droga nella Bassa. Ed altre tre spacciatori arrestati nell’ambito di un’operazione messa a segno dai carabinieri di Minerbe nel centro di Bevilacqua. Un trio formato da cittadini marocchini, tenuti d’occhio da tempo per i loro movimenti sospetti dagli uomini del maresciallo Simone Bazzani, di cui faceva parte anche una vecchia conoscenza delle forze dell’ordine: El Hassan Qoulal, un 37enne nullafacente, residente a Masi (Padova) ma di fatto domiciliato nella Bassa veronese, finito nel 2015 al centro dell’inchiesta «Mar-kus», che consentì al Nucleo operativo e Radiomobile di Legnago di smantellare un traffico internazionale di stupefacenti, con l’arresto di sette persone e il sequestro di oltre 100 chili di hashish importati via nave dal Marocco. Si tratta della stessa sostanza che l’uomo nascondeva, seppur in quantità nettamente inferiore - all’incirca due etti, suddivisi in due tavolette - all’interno della Citroen C3 di colore nero sulla quale, l’altro pomeriggio, viaggiava in compagnia di due suoi connazionali finiti con lui in arresto. Sempre con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Si tratta di F.E., 41 anni, incensurato, domiciliato a Ronco all’Adige, e di M.Z., 53 anni, abitante invece a Zevio, con diversi precedenti all’attivo. L’utilitaria è stata fermata dai militari - impegnati in uno degli abituali servizi preventivi predisposti dal capitano Lucio De Angelis - intorno alle 17.30, mentre percorreva via Roma, lungo la Regionale 10, diretta a Legnago. I tre marocchini hanno manifestato subito evidenti segni di nervosismo. Alla pattuglia è bastato perquisire la macchina per comprendere le ragioni di tanta agitazione: sotto il sedile del passeggero era infatti occultata l’hashish. A quel punto, il trio è stato trasferito al Comando di Legnago per gli accertamenti di rito, che sono culminati nell’arresto. Su disposizione del magistrato di turno, il dottor Giovanni Pietro Pascucci, Qoulal e F.E. hanno trascorso la notte in camera di sicurezza mentre Z.M. è stato accompagnato nella sua abitazione di Zevio ai domiciliari. Ieri mattina, tutti e tre sono comparsi in tribunale a Verona per la direttissima: il giudice Silvia Isidori ne ha convalidato l’arresto e li ha rimessi in libertà in attesa del processo rinviato al prossimo 14 novembre. Nei confronti di Qoulal e di F.E. ha disposto la misura cautelare del divieto di dimora in provincia di Verona, mentre a carico di Z.M. ha fissato l’obbligo di dimora nel Comune di Zevio. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Stefano Nicoli
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