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10.08.2019

«Diego, dacci la forza di vegliare su Elias»

Il collage di fotografie posizionato dai colleghi davanti alla chiesa La chiesa parrocchiale di Minerbe gremita di gente per l’ultimo saluto a Diego Pegoraro DIENNEFOTO
Il collage di fotografie posizionato dai colleghi davanti alla chiesa La chiesa parrocchiale di Minerbe gremita di gente per l’ultimo saluto a Diego Pegoraro DIENNEFOTO

Centinaia tra amici, parenti e colleghi di lavoro si sono dati appuntamento ieri mattina nella chiesa di San Lorenzo a Minerbe per dare l’ultimo saluto a Diego Pegoraro, lo sfortunato 32enne, originario di Cologna Veneta, deceduto nell'incidente stradale successo martedì mattina a Giavone di Cologna. Il giovane viveva ad Anson con la moglie Linda e il oro figlioletto Elias, di appena un anno e mezzo, stava andando al lavoro in moto quando è stato sbalzato di sella nel tentativo di evitare l’impatto con il furgoncino di un panificio, appena partito da un'abitazione dopo aver consegnato il pane. Un grande collage di fotografie, con ritratti numerosi momenti di felicità trascorsi assieme ai colleghi, collocato all’entrata della chiesa, e la scritta «Ciao Diego, per noi farai sempre la differenza» hanno accolto l’arrivo del carro funebre sul sagrato. All’ingresso in chiesa, vicino alla bara, ricoperta da un cuscino di rose bianche, c’era la moglie Linda, sorretta dai genitori Claudio e Simonetta che l’hanno aiutata ad affrontare questo terribile e doloroso momento. «Non ci si abitua mai di fronte alla morte, tanto più quando è così tragica», ha esordito il parroco, don Giorgio Prati, nell’omelia. «Diego e Linda con il piccolo Elias vivevano di un amore quotidiano che non chiedeva cose straordinarie», ha proseguito il sacerdote, «ora tutte le sicurezze vengono meno, ci chiediamo perché è accaduta questa disgrazia ma le domande non trovano risposta. Dobbiamo affidarci alla parola di Dio, lui ci aiuta ad alimentare la speranza. Diego era un figlio giudizioso, un amico di ci si poteva fidare, un marito innamorato e un padre meraviglioso». Tre colleghe della «Prima Power» di Cologna, l’azienda dove Diego lavorava da anni come tecnico-assistente, al termine del rito religioso hanno voluto ricordare il loro amico. «Caro Diego, a volte la vita è dura e insopportabile, eri un ragazzo bravo ed altruista, mancherà a tutta la nostra famiglia la tua capacità di strapparci un sorriso quando di ridere non ne avevamo voglia, eri un dolce casinista che lascia un vuoto incolmabile in tutti noi, sei e sarai insostituibile, ti vogliamo bene». Anche il suocero Claudio ha voluto, attraverso una lettera, fatta leggere ad altri, ricordare il genero a cui era affezionatissimo. «Tu e Linda eravate una coppia perfetta, siamo stati felici del vostro matrimonio e di quando siete venuti a vivere vicino a noi. Come me amavi la natura, lavorare la terra e allevare gli animali, sei stato il figlio maschio che non ho avuto, un ragazzo modello con i valori di una volta». «La sera prima dell’incidente», prosegue la lettera, «tutti assieme abbiamo festeggiato il mio compleanno, avevi comperato tu la torta, ora per favore dacci la forza di vegliare su Elias». Al termine del rito funebre, sul sagrato della chiesa, in tanti si sono stretti attorno a Linda per abbracciarla e farle forza. Nel frattempo, i colleghi di Diego hanno preparato grappoli di palloncini da lanciare in cielo. Tutti bianchi, ad eccezione di uno a forma di cuore e di colore rosso, come l’amore che Diego ha dato e ricevuto da tantissime persone durante la sua giovane vita prematuramente spezzata da un tragico destino. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Francesco Scuderi
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