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21.01.2020

Violenta rissa con tre feriti e «gimkana»

Una pattuglia della polizia locale dell’Unione Adige Guà che ha svolto le indagini
Una pattuglia della polizia locale dell’Unione Adige Guà che ha svolto le indagini

Si inseguono a folle velocità fra Pressana e Zimella e poi se le danno di santa ragione, sfiorando il grave incidente sulla Provinciale e in centro a Bonaldo. Non è ancora chiaro il motivo per cui un gruppo di sette maghrebini e un italiano, tutti residenti a Cologna, abbiano ingaggiato un «duello on the road» e una spedizione punitiva degna di un film poliziesco americano. Forse si è trattato di un regolamento di conti per qualche sgarro tra gang o, con più probabilità, della vendetta per un debito non saldato. Toccherà agli inquirenti far luce su questo episodio che ha sconvolto le persone che vi hanno assistito e gli stessi agenti di polizia locale che sono intervenuti. Tutto è cominciato dal rilievo di un incidente, nel primo pomeriggio di alcune settimane fa, in via Marcabella a Bonaldo. Alla pattuglia di vigili urbani dell’Adige Guà che è intervenuta sul luogo dell’incidente i due conducenti delle utilitarie coinvolte, una Fiat e una Opel, hanno riferito che c’era stato un semplice tamponamento. La Fiat avrebbe frenato all’improvviso perché un veicolo davanti aveva rallentato per svoltare a sinistra e la Opel l’avrebbe tamponata. Dall’incidente sono uscite tre persone ferite che sono state trasportate al Pronto soccorso di San Bonifacio. Alcune però presentavano traumi e perfino fratture difficilmente riconducibili ad un normale scontro fra auto in un centro abitato. «Negli stessi minuti i cui i miei agenti stavano raccogliendo le testimonianze dei feriti, un cittadino ci ha telefonato per dirci che a Crosare di Pressana due auto, che corrispondevano a quelle coinvolte nel tamponamento, si erano speronate nel parcheggio della chiesa», riferisce il comandante dei vigili dell’Unione Graziano Lovato. Prima dell’urto a Crosare, l’automobilista a bordo della Fiat era stato circondato da tre persone che avevano iniziato a prendere a calci e pugni la carrozzeria della sua auto per non farlo partire. Quando l’uomo è riuscito ad uscire dal posteggio, urtando proprio il mezzo dei tre parcheggiato davanti, il gruppo è salito in auto e si è messo all’inseguimento della Fiat. I due veicoli sono partiti a tavoletta lungo le strade del Colognese, la Fiat per scappare e la Opel per raggiungere il fuggitivo. Dopo aver sfrecciato e compiuto sorpassi azzardati per 13 chilometri, il gruppo dei tre ha raggiunto e tamponato la Fiat a Bonaldo. Quest’ultima si è girata su se stessa ed è finita sulla pista ciclabile, dove fortunatamente non transitava nessuna bicicletta né pedone. L’automobilista è sceso ed è scappato a piedi lungo una via laterale; i tre l’hanno inseguito e fermato, aggredendolo e colpendolo più volte. Per difendere il malcapitato sono arrivati da Santo Stefano, pochi minuti dopo, quattro uomini, che hanno iniziato a picchiare gli aggressori e poi si sono dileguati, lasciando a terra tre persone sanguinanti, le stesse che i vigili hanno trovato quando sono arrivati per rilevare l’incidente. Ci sono volute alcune settimane di indagini e una vasta raccolta di immagini e informazioni per districare una vicenda ingarbugliata e molto complessa. Alla fine, la polizia locale dell’Adige Guà ha inviato in Procura una notizia di reato per rissa a carico di otto persone (tutte incensurate), la richiesta di ritiro della patente per il conducente della Opel e ha elevato una serie di sanzioni per infrazioni al codice della strada. La zuffa verificatasi a Bonaldo offre uno spaccato ancora poco conosciuto del microcosmo della criminalità del Colognese. •

Paola Bosaro
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