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22.01.2020

Nuovi posti letto per disabili psichici

Il Centro sanitario polifunzionale sarà dotato di nuovi servizi
Il Centro sanitario polifunzionale sarà dotato di nuovi servizi

Nuovi posti letto al Centro sanitario polifunzionale di Cologna per persone disabili adulte, affette in particolare da malattie psichiatriche. Il Comitato dei sindaci dei Distretti 1 e 2 dell'Ulss 9 ha dato il via libera all'ampliamento dell'ex Rsa di base, che attualmente ospita una quindicina di pazienti anziani un tempo ricoverati all'ospedale psichiatrico. Il nuovo reparto, al secondo piano del Centro sanitario di via Rinascimento, potrà accogliere d'ora in poi fino a 24 persone. La richiesta di avere posti letto in più era partita dal presidente dell'Ipab, Mario Facchetti, lo scorso agosto. È la «Domenico Cardo», infatti, ad avere la titolarità delle impegnative sanitarie e a gestire direttamente con il proprio personale i servizi offerti all’ex ospedale di Cologna. «Si sottolinea l’esistenza nel territorio dell'Ulss 9 di un bisogno di assistenza a pazienti psichiatrici che merita di essere tenuto in considerazione, visto che i Centri di servizi per anziani non sono in grado di assistere persone affette da gravi disturbi del comportamento, tali da pregiudicare l'assistenza agli altri ospiti della casa di riposo». Così aveva scritto Facchetti all'Ulss e al Comitato dei sindaci, chiedendo l'inserimento nel Piano di zona della nuova Rsa per disabili: richiesta che è stata accolta e approvata. «Cologna ha una vocazione di assistenza alle persone anziane e con problemi psichici che risale all'Ottocento», commenta il direttore dei Servizi socio-sanitari dell'Ulss 9 Raffaele Grottola. «Per quanto riguarda i disagi psichici, in particolare, a Cologna sono già presenti un centro diurno e una comunità terapeutica nell'ex Filanda, a cui ora si aggiunge ora il nuovo reparto per persone con disabilità gravi». Servizi simili sono già presenti ad Oppeano e a Salizzole, tuttavia mancano nell’Est veronese e nella vallata dell'Alpone. «Per accogliere nuovi pazienti dovremo integrare le ore di presenza dello psicologo, del fisioterapista e dell'assistente sociale», annuncia Federica Boscaro, direttrice della «Cardo». «Per quanto concerne la presenza di operatori sanitari ed infermieri, invece, siamo perfettamente negli standard richiesti». Con l'inizio del 2020 è cambiata anche la denominazione della Rsa riabilitativa, situata al terzo piano dell'ex ospedale. Rimane inalterata la capacità ricettiva di 50 posti letto, tuttavia il reparto sarà un normale Centro servizi temporaneo per anziani non autosufficienti. «Una volta dimessi dall’ospedale, gli anziani potranno essere accolti nella struttura per un periodo massimo di tre mesi rinnovabili», spiega Grottola. «È un modo per dare sollievo alle famiglie: ovviamente l’accoglienza passa attraverso una scheda valutativa da parte del Distretto socio-sanitario». Terminato il periodo di ricovero, in accordo con i familiari, si potrà decidere se inserire definitivamente il paziente in casa di riposo oppure se mandarlo a casa. La quota sanitaria di compartecipazione della Regione è salita da 56 a 72 euro al giorno. Il servizio Svp (elevata assistenza per stati vegetativi permanenti), con cinque posti letto, rimane inalterato. «Anche se stiamo facendo delle valutazioni con l’Azienda sanitaria perché i pazienti con queste patologie sono in costante diminuzione negli ultimi anni», aggiunge Boscaro. «Potremo accogliere in futuro pazienti con necessità di ventilazione artificiale o tracheostomizzati». Anche l’hospice «San Cristoforo» continua la sua attività al quarto piano con sette posti letto accreditati. È l’unico hospice di riferimento per l’area dell’ex Ulss 21 di Legnago, perciò non ha problemi di copertura dei posti letto, che è infatti del 95 per cento. •

Paola Bosaro
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