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16.10.2019

Immigrati e caporalato, allarme nella Bassa

Il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica convocato in municipio a Cologna DIENNEFOTO
Il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica convocato in municipio a Cologna DIENNEFOTO

Reati in calo ma attenzione massima al fenomeno dell’immigrazione, al caporalato e alla penetrazione mafiosa nelle aziende della Bassa veronese. La riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, tenutasi ieri a Cologna, ha posto le basi per una stretta collaborazione tra amministrazioni locali, forze dell’ordine e prefettura. Il prefetto di Verona Donato Cafagna ha aperto la seduta ricordando come quella di Cologna fosse la terza tappa del «Comitato itinerante», inaugurato a giugno a Lazise e proseguito a luglio con il secondo appuntamento a Caprino. Alla riunione erano presenti i vertici provinciali della polizia, dei carabinieri con il nuovo colonnello Pietro Carrozza, della guardia di finanza, dei vigili del fuoco, della polizia ferroviaria e della polizia stradale. Per la zona del Legnaghese ha partecipato il comandante della compagnia di Legnago capitano Lucio De Angelis. Oltre al presidente della Provincia Manuel Scalzotto, membro di diritto del Comitato per la sicurezza, erano stati invitati i sindaci di 24 Comuni: Albaredo, Angiari, Bevilacqua, Bonavigo, Boschi Sant’Anna, Casaleone, Castagnaro, Cerea, Gazzo, Isola Rizza, Legnago, Minerbe, Oppeano, Pressana, Ronco, Roverchiara, Roveredo, San Pietro di Morubio, Sanguinetto, Terrazzo, Veronella, Villa Bartolomea e Zimella. Naturalmente, anche il Comune di Cologna, di cui Scalzotto è sindaco, faceva parte del gruppo. Presenti, infine, anche i rappresentanti delle associazioni di categoria e dei sindacati. Cafagna ha chiesto ai sindaci e agli operatori delle forze dell’ordine di segnalare quali fossero gli aspetti e le questioni che meritavano maggiore attenzione. «Intendo avviare delle attività condivise con gli amministratori e i presidi delle forze dell’ordine affinché si arrivi a soluzioni efficaci», ha esordito Cafagna. «Al termine di questo incontro redigerò un documento che invierò a tutti i presenti. Esso non sarà il punto d’arrivo, bensì la base da cui partire per continuare ad agire in collaborazione con gli enti locali». Dai dati presentati nell’incontro si evince che alcuni reati, come ad esempio i furti, sono in significativo calo nella Bassa veronese. Ciò non significa che il fenomeno delle razzie nelle abitazioni sia scomparso, anche perché in alcune zone è ancora particolarmente sentito. Per questo si sta discutendo nei Comuni sull’utilità di attivare il controllo di vicinato: servizio che, qualora adotti regole precise e sia svolto con il sostegno di polizia locale e carabinieri, viene visto con favore dalla prefettura. Quasi tutti i sindaci della Bassa presenti hanno evidenziato i disagi legati alla massiccia immigrazione degli ultimi anni e, in particolare, i problemi provocati da una parte degli stranieri marocchini. «Poco dopo il mio insediamento ho incontrato il console del Marocco a Verona e i rappresentanti delle associazioni dei marocchini», ha rivelato Cafagna. «Intendo promuovere un dialogo con le comunità marocchine e coinvolgere anche i sindaci». «Su 100 arresti eseguiti dalle forze dell’ordine sul territorio, quasi il 60 per cento riguarda persone di nazionalità marocchina», ha riferito il sindaco di Legnago Graziano Lorenzetti. «Penso occorra attivarsi per arginare la microcriminalità attivandosi sia con le loro comunità di riferimento che con la prefettura e le forze di polizia», ha aggiunto. La presenza di immigrati nordafricani è in gran parte legata al lavoro nei campi. Ed è in questo comparto che si innesta sempre più spesso il caporalato. «Nei nostri paesi vediamo transitare furgoni che caricano decine di persone e le conducono nei campi: chiediamo controlli da parte della guardia di finanza per scongiurare lo sfruttamento di manodopera», ha precisato Scalzotto. •

Paola Bosaro
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