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22.11.2018

Giorgia, un angioletto volato in cielo

I fiocchi rosa appesi sulla loro casa dai genitori di Giorgia DIENNEFOTO
I fiocchi rosa appesi sulla loro casa dai genitori di Giorgia DIENNEFOTO

I fiocchi rosa sono ancora appesi alla recinzione della casetta a schiera gialla, affacciata sulla strada che collega Sule di Cologna a Veronella. Ma la piccola Giorgia Majolo non potrà mai vedere con quale esultanza mamma Milena e papà Simone avessero addobbato l’abitazione che era pronta ad accoglierla. Un’infezione partita dallo stomaco, ma poi diramatasi fino a raggiungere il cervello, se l’è portata via lunedì scorso a soli 26 giorni di vita, all’ospedale di Borgo Trento. La piccola, nata prematura il 24 ottobre, ha lottato per vivere e fare il pieno di coccole e di attenzioni dei suoi genitori, già provati da due precedenti aborti, ma non ce l’ha fatta e ha raggiunto gli angioletti del Paradiso. Lunedì, alle 21, si è spenta, lasciando nella disperazione mamma, papà e tutti i parenti, oltre a tre comunità – Veronella, Cologna ed Arcole - unite nel dolore per una perdita impossibile da accettare. Nella frazione di San Gregorio di Veronella vivono i genitori di Milena, ad Arcole c’è la famiglia di Simone e, infine, Cologna è il Comune che ha accolto sei anni fa questa coppia di giovani innamorati, entrambi operai, desiderosi di costruirsi una famiglia. Parenti e amici sono stati così felici di sentire che era nata Giorgia che ora non si capacitano di doverle dare l’addio nella chiesa di San Gregorio, domani alle 15. Questa sera, sempre nella chiesa della frazione veronellese, si terrà una veglia di preghiera per l’angioletto volato via troppo presto. Il viaggio di Giorgia in questo mondo aveva già conosciuto dei momenti delicati. L’1 settembre mamma Milena aveva avuto una perdita di sangue e, temendo il peggio, si era rivolta all’ospedale di San Bonifacio. «Abbiamo trovato un medico preparato che è intervenuto immediatamente con un cerchiaggio, per impedire un possibile aborto», ricorda papà Simone. Durante una visita, lo scorso 18 ottobre, la ginecologa si è poi accorta di una piccola dilatazione dell’utero, perciò ha deciso per l’immediato ricovero di Milena. Poiché l’ospedale di San Bonifacio non accoglie parti prematuri antecedenti le 30 settimane, la coppia si è recata a Borgo Trento. La sera del 24 ottobre la piccola è nata con un parto naturale. Era sana, ma purtroppo era molto fragile e aveva un sistema immunitario immaturo. Dopo sei giorni ha contratto un virus che i medici sono riusciti a fatica a debellare, ma non hanno potuto evitare la compromissione di alcuni organi, tra cui il cervello. «Quando i dottori ci hanno detto che l’impatto a livello neurologico era stato significativo ci siamo chiesti che vita avrebbe avuto la nostra Giorgia, se anche fosse sopravvissuta», confessa il papà. «Tuttavia avevamo sempre la speranza che ce la facesse, e ci abbiamo creduto fino all’ultimo». Durante l’intera giornata di lunedì, Simone e Milena sono stati in ospedale accanto alla loro bimba. L’hanno abbracciata e poi l’hanno salutata, dandole un ultimo lungo e straziante bacio. «Non potrò mai più tenerti tra le mie braccia, ma ti terrò sempre dentro al mio cuore», ha scritto la mamma su Facebook. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Paola Bosaro
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