CHIUDI
CHIUDI

17.07.2019

È morta Emi, lady Artemide del disegn

La lampada Aminta disegnata da  Emma «Emi» Schweinberger
La lampada Aminta disegnata da Emma «Emi» Schweinberger

È morta una delle proprietarie di villa Bressan-Schweinberger, un’icona internazionale del design. Sabato scorso, a 85 anni, è deceduta Emma–Emi–Schweinberger, creatrice fin dagli anni Sessanta di oggetti d’arredo rivoluzionari, diventati cult e celebrati nei più importanti musei al mondo. Le lampade «Chi», «Aminta», «Jota»; il comodino «Giano vano», il portavaso e il posacenere «Giano», il portaombrelli «Dedalo», il portafiori «Dedalotto», il portamatite «Dedalino» e i mobili «Elisa», «Ara» e «Tondara» sono solo alcuni degli oggetti che l’architetto Schweinberger ha disegnato e prodotto negli anni. Ha lavorato soprattutto nell’azienda fondata dall’ex marito Ernesto Gismondi, «Artemide», fra i massimi riferimenti mondiali nel settore dell’illuminazione high quality. Nata a Cologna 1934, Emma frequentò Architettura a Milano e si diplomò in architettura d’interni all’Istituto Athenaeum di Losanna nel 1958. Stabilitasi a Milano, conobbe Gismondi e due si sposarono nella chiesa di San Giovanni Battista di Sabbion di Cologna. Ha dedicato la vita all’architettura, all’arredamento di interni e al design. Le creazioni di «Artemide» sono in mostra nei più prestigiosi musei d’arte moderna e nelle collezioni di design del MoMa di New York, Metropolitan Museum of Art di New York, Victoria and Albert Museum di Londra, Centre Georges Pompidou di Parigi. Per Sabbion, specie per chi ha più di 60 anni, Emi era una fanciulla invidiata ma mai mostrò superiorità. «Era simpatica, veniva in villa in vacanza: la incontravamo in chiesa», ricorda Maria Marolo che viveva a pochi passi da casa Bressan. Le sorelle Anna e Emma Schweinberger sono figlie di Alberto, direttore dello zuccherificio di Sabbion (attivo dal 1901 al 1957) e di Rosetta Bressan, figlia di Felice, fondatore dell’omonima filanda di Cologna e podestà. Gli Schweinberger, con gli eredi Bressan, sono proprietari della villa che Felice Bressan acquistò nel 1920 dai conti veneziani di origine greca Papadopoli, a Sabbion. •

P.B.
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1