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26.03.2020

Cinque morti e oltre 50 contagiati alla casa di riposo. I vigili del fuoco disinfestano

Alla casa di riposo di Villa Bartolomea la situazione diventa sempre più critica a fronte di un picco di contagiati che ha scatenato una vera e propria emergenza in paese. Al contrario, al centro anziani di Cerea, non si registra per fortuna nessun anziano e operatore positivo al coronavirus contrariamente alle voci circolate negli ultimi giorni nella cittadina del mobile.

 

VILLA BARTOLOMEA. Sono ormai cinque gli anziani dell’Ipab «Maria Gasparini» di Villa Bartolomea deceduti all’ospedale «Mater Salutis» di Legnago dopo aver contratto il Covid -19.

Dall’incrocio dei dati parziali arrivati finora sui risultati dei circa 115 tamponi processati la settimana scorsa su ospiti e personale, e quelli forniti al Comune dall’Azienda Zero, gli anziani positivi al test sono al momento 36 (ovvero oltre il 50 per cento del totale), 12 i dipendenti. Quattro ospiti si trovano invece ricoverati nel nosocomio legnaghese. Una situazione drammatica, quindi, che Comune e vertici Ipab stanno cercando di limitare il più possibile, ponendo in essere tutte le misure necessarie non solo per contenere i contagi e dare un’adeguata assistenza agli ospiti malati non ricoverati in ospedale.

Ma anche per sostenere il personale rimasto, ormai allo stremo, con l’arrivo di altri operatori esterni. Una delle prime azioni messe in essere all’interno dell’Ipab è stata quella di separare gli anziani sani da quelli con Covid-19 (concentrati ora in un’ala specifica dell’edificio), provvedendo al contempo alla sanificazione degli ambienti. L’intervento è stato portato avanti per tutta la giornata di ieri dagli stessi operatori, coadiuvati negli spostamenti dei pazienti e del mobilio dai Vigili del fuoco di Legnago e di Verona. I quali, con la loro squadra Nbcr - ovvero il nucleo specializzato ad operare nelle condizioni più difficili a causa della presenza di sostanze potenzialmente pericolose - hanno eseguito anche ulteriori operazioni di disinfestazione.

 

A preoccupare ora alla «Gasparini» sono soprattutto la cura degli ospiti positivi al Covid-19 e la scarsità di personale, dato che sono all’incirca una dozzina i dipendenti assenti a causa del coronavirus. «Per quanto riguarda la gestione dei malati», spiega il dottor Mario Riccardo Colla, presidente dell’Ipab, «ho inviato una lettera all’Ulss chiedendo in merito di poter avere specifiche indicazioni terapeutiche che il medico della struttura potrà poi applicare sugli anziani che non si trovano in condizioni allarmanti e che proprio in virtù di questo sono rimasti all’interno dell’Ipab». «In sostanza, considerata la pesante situazione che si è venuta a creare nella struttura», gli fa eco il sindaco Tuzza, «si è chiesto all’Ulss, che ha in carico l’emergenza Covid -19, se oltre a quelli già applicati, esistano ulteriori protocolli per la tutela di ospiti ed operatori. Per coprire invece il personale mancante, sono in costante contatto con la Prefettura, che si sta attivando tramite la Croce Rossa per inviare all’Ipab circa una quindicina di operatori». Dopo aver ricevuto gli ultimi dati sugli operatori risultati positivi al tampone, il primo cittadino ha contattato telefonicamente tutti gli interessati residenti a Villa Bartolomea, offrendo loro un aiuto da parte del Comune per poter ricevere la spesa e i farmaci al proprio domicilio. «Ho interpellato anche i non residenti», conclude il sindaco, «invitandoli a contattare i servizi del proprio Comune».

 

CEREA. Nel frattempo i vertici della casa di riposo «De Battisti» di Cerea smentiscono la presenza di casi positivi al Coronavirus tra i pazienti e gli operatori della struttura cittadina.  (f.s.)

Elisabetta Papa
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