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04.08.2019

«Strage di Bologna, attentato delle Br»: gaffe della Lega nord

Il post incriminato pubblicato sulla pagina della Lega nord DIENNEFOTO
Il post incriminato pubblicato sulla pagina della Lega nord DIENNEFOTO

«Granchio» della Lega Nord di Cerea. Con un post pubblicato sulla sua pagina Facebook per commemorare la strage alla stazione di Bologna, avvenuta il 2 agosto 1980, il Carroccio ne ha attribuito infatti la responsabilità alle Brigate rosse. L'autore del post apparso venerdì mattina ha scritto: «2 agosto 1980 - 2 agosto 2019, per non dimenticare. Attentato terroristico delle Brigate rosse alla stazione di Bologna. 85 morti ed oltre 200 feriti». Parole che hanno scatenato subito una sfilza di proteste e un mare di attacchi da tutta Italia, con le accuse «di revisionismo storico, di dire bufale e diffondere fake news». Le Br con l'attentato dinamitardo di Bologna non avevano nulla a che fare. Le indagini e il successivo processo portarono ad individuare i colpevoli negli ambienti di estrema destra. Infatti, due giorni prima della strage, era stato rinviato a giudizio Mario Tuti, con altri militanti di Ordine nero, per la strage dell'Italicus, uno degli atti intimidatori e destabilizzanti seguiti a piazza Fontana e piazza della Loggia. La sentenza finale del 1995 condannò Valerio Fioravanti e Francesca Mambro «come appartenenti alla banda armata che ha organizzato e realizzato l'attentato di Bologna», mentre nel 2007 si aggiunse anche la condanna di Luigi Ciavardini, all'epoca dei fatti minorenne. Tutti e tre facevano parte dei Nuclei armati rivoluzionari, un movimento neofascista. «Abbiamo fatto un errore e lo abbiamo subito ammesso rettificando il post e togliendo il riferimento alle Brigate Rosse», esordisce Marco Modenese, segretario della Lega di Cerea. La correzione però non è bastata. Il post era stato infatti condiviso su numerose bacheche e gruppi anti Matteo Salvini, il leader del Carroccio, e le offese non si sono fermate. Tanto da indurre i gestori della pagina a cancellare il post incriminato e farne uno nuovo per scusarsi e dire che «le Brigate rosse furono autrici e fautrici di molte nefandezze e atroci crimini, ma non di questo attentato». Al nuovo post, apparso venerdì alle 23.30, sono seguite altre centinaia di commenti e insulti. Modenese e gli altri militanti che gestiscono la bacheca hanno deciso così di chiudere la pagina. «Abbiamo preferito sospenderla temporaneamente», spiega il segretario, «ci siamo scusati, ora aspettiamo che si calmino le acque». Su chi sia stato l'autore della scritta che ha scatenato il putiferio Modenese preferisce non rivelare nulla: «A gestire la pagina siamo più persone e il post è stato fatto a nome del gruppo». Per poi spostare l'attenzione su un altro caso politico avvenuto pochi giorni fa sempre a Cerea e condannato anche questo con un post sulla pagina della Lega. Si tratta del «muta e tasi», l'esclamazione con la quale nell'ultimo consiglio comunale il consigliere d'opposizione Paolo Bruschetta si è rivolto alla capogruppo della Lega Laura Maria Merlin per chiederle di stare zitta mentre parlava. Nel post si afferma che Bruschetta ha utilizzato «termini irrispettosi, arroganti, fascistoidi e dittatoriali». Bruschetta ribatte: «Ho usato un tono rude ma non ho offeso nessuno. Il presidente del Consiglio Modenese non ha fatto rispettare le regole chiedendo di non interrompermi durante il mio intervento». •

Francesco Scuderi
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