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09.01.2020

Sei chili di droga, cinque giovani in carcere

I carabinieri del Norm di Legnago e il tenente colonnello Cassatella con parte della droga sequestrata
I carabinieri del Norm di Legnago e il tenente colonnello Cassatella con parte della droga sequestrata

Avevano trasformato l’abitazione di proprietà di uno di loro, alle porte di Cerea, in una sorta di bazar della droga. Con tanto di reparto di confezionamento perfettamente attrezzato per preparare le dosi da smerciare, in base alla pezzatura, ai pusher o direttamente ai consumatori della Bassa. E, a quanto pare, gli affari andavano a gonfie vele visto che al momento dell’irruzione dei carabinieri del Nucleo operativo e Radiomobile di Legnago, che da tempo monitoravano i loro movimenti, stavano suddividendo, in buste termosaldate, la bellezza di 5,9 chili di marijuana. Senza farsi mancare hashish, cocaina ed ecstasy. Per cinque giovani del paese, di cui solamente uno con precedenti specifici, è scattato così l’arresto in flagranza per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti in concorso. L’operazione, che ha permesso di sottrarre un ingente quantitativo di droga ad un mercato costituito in prevalenza da studenti, è scattata il pomeriggio dell’Epifania. Erano da poco passate le 16 quando i cinque amici - quattro operai e uno studente nati tra il 1995 e il 2001 - sono stati sorpresi nella villetta di via Ferramosche trasformata in laboratorio provvisto di bilancini di precisione, sacchetti in cellophane ed altro materiale per smistare la droga. Gli uomini del maresciallo maggiore Roberto Zanoli, comandante del Norm, hanno atteso infatti che le loro auto fossero tutte parcheggiate davanti alla casa situata in un quartiere periferico della cittadina del mobile per effettuare il blitz preceduto da una mirata attività informativa. E la loro esperienza non li ha ingannati. I giovani «grossisti» avevano infatti appena finito di suddividere la marijuana in confezioni da un chilo, da un etto e da 50 grammi. Buste pronte per essere spacciate, secondo gli inquirenti, perlopiù ai giovanissimi della zona. La perquisizione nell’abitazione usata come base di stoccaggio ha permesso alle pattuglie di recuperare anche tre etti di hashish in ovuli, una dose di cocaina e nove pastiglie di ecstasy. In tutto, oltre sei chili di sostanza stupefacente, di ottima qualità e si presume con un elevato principio attivo, che una volta venduta sulla piazza avrebbe fruttato alla banda un incasso di almeno 40mila euro. «Con la conseguenza di causare a molti giovanissimi assuntori effetti devastanti, spesso sottovalutati partendo dal presupposto sbagliato che marijuana e hashish siano droghe leggere in grado di causare minori danni rispetto ad altre tipologie di sostanze», ha rimarcato il tenente colonnello Fabrizio Cassatella, comandante del Nucleo operativo provinciale, presentando ieri l’importante attività anti-droga svolta dal Norm di Legnago. Al termine del controllo, i cinque ragazzi, ai quali sono stati sequestrati anche piccole somme di denaro e i telefonini usati probabilmente per tenere i contatti con i clienti, sono stati accompagnati al Comando di San Pietro per essere sottoposti agli accertamenti di rito. Quindi sono stati dichiarati in arresto e, su disposizione del magistrato di turno, il dottor Carlo Boranga della Procura Scaligera, trasferiti in serata nel carcere di Verona dove oggi dovrebbe tenersi l’udienza di convalida. Nel frattempo la Compagnia dei carabinieri di Legnago ha iniziato il nuovo anno centrando un altro significativo bersaglio nel contrasto allo spaccio e al consumo di droga nei territori a sud della provincia. Un risultato che va ad aggiungersi alle operazioni messe a punto nel 2019, che hanno permesso agli uomini del capitano Lucio De Angelis, grazie soprattutto agli interventi del Norm, di smantellare un giro da parecchie migliaia di euro. E di recuperare perciò oltre due chili di cocaina, 84 chili di hashish, 300 grammi di eroina e centinaia di piante di cannabis. •

Stefano Nicoli
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