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12.06.2019

Inchiesta sulle «strade avvelenate» Nuove analisi sul fondo di via Ca’ Persa

Via Ca’ Persa, nella frazione di Palesella, sarà sottoposta a nuove indagini ambientali
Via Ca’ Persa, nella frazione di Palesella, sarà sottoposta a nuove indagini ambientali

Via Ca’ Persa, in località Palesella, è avvelenata o no? Il tracciato lungo oltre un chilometro di proprietà del Comune di Cerea, sistemato gratuitamente nel 2015 con il «concrete green» - materiale oggetto di un’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Venezia – sarà oggetto di nuove indagini ambientali. Il Comune, nei giorni scorsi, ha assegnato l’incarico alla ditta «Explogeo» di Cerea affinché proceda con una serie di analisi che chiariscono una volta per tutte se nel fondo della strada bianca di campagna siano presenti sostanze inquinanti o meno. La spesa preventivata per le indagini è di 9.200, Iva inclusa. I nuovi prelievi si sono resi necessari dopo che nei mesi scorso è esplosa la questione «strade avvelenate» nel Nord Italia. L'inchiesta della Dda veneziana, coordinata dal pubblico ministero Giovanni Zorzi, ruota in particolare attorno alle due aziende ceretane Tavellin Green Line e Consorzio Cerea. Quest’ultima, fino a pochi mesi, era una società partecipata per il 20 per cento proprio dal Comune di Cerea che di recente ha venduto le quote: una procedura che era in atto da oltre un anno. Le due ditte sono accusate di aver ricevuto, trasportato e gestito abusivamente ingenti quantitativi di rifiuti, tra cui scorie e ceneri pesanti. «Veleni» che venivano utilizzati per realizzare in campagna strade interpoderali, in varie località del Veneto, dell'Emilia Romagna e della Lombardia. Sotto accusa è finito così il «concrete green» realizzato a Cerea: un materiale di cui, tra il 2013 e il 2016, sono state prodotte 718mila tonnellate, di cui 309mila sarebbero state usate nelle forme di conglomerato cementizio preconfezionato a basso dosaggio di cemento. In attesa che la vicenda giudiziaria per cui è stato richiesto il rinvio a giudizio di G.D.T., 59 anni, S.S. 49 anni, entrambi residenti a Cerea, e di L.M., 58 anni di Minerbe, faccia il suo corso, il Comune, ha deciso di costituirsi parte civile come persona offesa. E così hanno fatto anche Minerbe, Terrazzo e Bonavigo. Anche qui è stata accertata la presenza di cantieri dove è stato utilizzato il materiale al centro dell’indagine. In via Ca’ Persa, erano già state effettuate in passato analisi, ma il professionista incaricato sedeva nel consiglio d’amministrazione di una delle due società oggetto dell’indagine della Dda. Da qui la richiesta dell’opposizione consiliare, accolta dalla maggioranza, di procedere con nuove indagini. «Ci auguriamo che queste nuove analisi», spiega il sindaco Marco Franzoni, «ci dicano che in via Ca’ Persa non è presente alcun inquinamento». Le analisi consisteranno in otto sondaggi geognostici, con carotaggi a 150 metri di distanza l’uno dall’altro su tutto il tracciato, e nei prelievi di campionamenti per eseguire gli accertamenti in contraddittorio con Arpav. La scelta di assegnare il lavoro ad uno studio professionale ceretano non è stata particolarmente gradita dal consigliere d’opposizione Paolo Bruschetta. «Non dubito di chi eseguirà il lavoro, ma sarebbe comunque stato meglio affidarsi ad una società che non ha nulla a che fare con il nostro territorio», conclude il rappresentante della minoranza. •

Francesco Scuderi
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