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23.04.2019

Evento naziskin
nell'area comunale
Il caso finisce a Roma

Saluto nazista, fascista o romano che si dir si voglia, all'annuale concerto di Pasqua promosso il 20 aprile scorso in Area exp a Cerea da Veneto Fronte Skinheads, dal pubblico il gesto tanto caro all'estrema destra non è certo mancato. Non si sono viste svastiche naziste o festeggiamenti di compleanno per la nascita del dittatore Adolf Hitler, il 20 aprile era il suo genetliaco ma gli organizzatori l'hanno definita solo una casualità. Il saluto che porta alla memoria Benito Mussolini e Hitler, quello però era presente.

 

 

 

Anche se non sempre fare il saluto fascista è reato, secondo la Cassazione, infatti, bisogna verificare l’intento che aveva in animo colui che lo ha compiuto, le polemiche su un evento di chiara matrice estremista (basta ascoltare i testi delle canzoni proposte), promosso all'interno di uno spazio comunale non sembrano placarsi e, anzi, approdano in Parlamento.

 

«Quello che è accaduto l’altra sera a Cerea in provincia di Verona è molto grave», denuncia il senatore del Pd, Vincenzo D'Arienzo. «Prima di tutto perché non è possibile che ci possa essere cittadinanza nel nostro Paese per manifestazioni che vogliono ricordare un dittatore condannato dalla storia. Ricordo che l’apologia del fascismo è condannata dalle nostre leggi. Ma ciò che è ancora più grave è che l’amministrazione di destra abbia autorizzato, in una area pubblica, una manifestazione del genere, con la presenza di sigle naziskin conosciute da tutti». 

 

 

 

Annuncia una azione ufficiale la deputata Pd Alessia Rotta che su Facebook scrive: «Presenterò un’interrogazione parlamentare per chiedere come sia stato possibile che il Comune di Cerea abbia concesso un’area pubblica, quale quella della fiera Perfosfati di Cerea, per la festa di primavera ovvero la celebrazione del compleanno di Adolph Hitler nella notte di Pasqua, tra sabato e domenica organizzato dal fronte Veneto Skinhead». 

 

 

«Il giorno e la notte che precedono la Pasqua hanno un significato di raccoglimento, che anche chi non crede penso non fatichi a poter se non comprendere almeno rispettare. Non credo - sottolinea la deputata Dem - meritino spazi della collettività coloro che reputano opportuno ricordare la nascita di un dittatore di cui c’è poco da celebrare e molto da condannare, come la storia ha già ampiamente e definitivamente decretato. Ricordo che costoro, gli emuli dei nazisti, avevano già cercato di organizzare un concerto nel gennaio scorso associando il loro nome a quello di Jan Palach. Ma a seguito di proteste provenienti da ogni dove della politica e del mondo universitario, a seguito del diniego della concessione di uno spazio gli organizzatori hanno dovuto trovarsi uno spazio privato, senza aiuti, sponsorizzazioni ambigue e vie preferenziali».

 

 

Francesco Scuderi
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