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06.06.2019

Chiude il centro degli islamici Proteste e timori al capolinea

L’immobile affittato in via Marsala dall’associazione «Essalam»
L’immobile affittato in via Marsala dall’associazione «Essalam»

La presunta moschea abusiva di via Marsala, insediatasi a Cerea un anno fa, chiuderà entro il prossimo 15 giugno. A darne notizia, l’altra sera in consiglio comunale, è stato direttamente il sindaco Marco Franzoni, dopo che i consiglieri d’opposizione Paolo Marconcini e Milko Cavaler avevano presentato nei giorni scorsi due interpellanze sulla questione. Nei documenti i due rappresentanti della minoranza chiedevano chiarimenti in merito alla questione che si trascina da un anno, denunciando che «in molte occasioni, soprattutto negli ultimi giorni, si sono viste persone, soprattutto la sera, che sembrano utilizzare l’immobile per scopi non commerciali». L’associazione culturale islamica «Essalam» di Legnago, nel giugno dello scorso anno, aveva affittato da un privato un capannone in via Marsala, una traversa che corre lungo la strada regionale 10 poco prima dell'entrata in città per chi proviene da Legnago. Si tratta di un fabbricato in disuso, posizionato all'interno di una vasta zona residenziale. I residenti avevano subito informato il Comune, che aveva immediatamente avviato le verifiche, in base alle quali è emerso che «l'immobile in questione, oltre ad essere privo di agibilità, è classificato a destinazione commerciale e si trova in un'area non destinata a luogo di culto». Dopo alcuni mesi di silenzio, lo scorso settembre, l’amministrazione comunale, tramite il sindaco, chiariva che «il tribunale di Verona ha stabilito che sull'immobile oggetto di un contratto sottoscritto tra la proprietà dello stesso e l'associazione Essalam di Legnago è in atto un procedimento di pignoramento da parte di un istituto bancario della zona». Un’operazione «attiva da luglio 2017, ben prima del contratto d’affitto, che quindi va ritenuto nullo». Inoltre, durante i sopralluoghi eseguiti dalla polizia locale e dall'ufficio tecnico comunale «non è stato rilevato alcun tipo di attività commerciale», chiariva in quell’occasione Franzoni. Sembrava quindi che la questione si avviasse ad una soluzione, che invece si è protratta per diversi mesi. A febbraio di quest’anno, infatti, il giudice ha rilevato dei vizi formali nel pignoramento e così il contratto siglato tra la proprietà dell’immobile e l’associazione è ritornato valido. In quel momento, l'amministrazione si è rivolta ad uno studio legale affinché risolvesse la questione. Nell'ultimo mese la «moschea abusiva» è stata particolarmente frequentata essendoci stato il Ramadan che si è concluso proprio martedì scorso. Quindi, giusto il 4 giugno, l'associazione ha spedito una lettera all'avvocato Emiliano Barozzi in cui comunicava che il prossimo 15 giugno «libererà l'immobile e cesserà tutte le attività». Così ha comunicato Franzoni in consiglio comunale. La notizia è stata accolta con piacere da Cavaler che ha chiesto al primo cittadino se «l'associazione ha intenzione di spostarsi in altre zone del territorio comunale». «Non mi sento di escluderlo», ha replicato Franzoni, «noi comunque ci muoveremo, come abbiamo già fatto in questa situazione, per far rispettare la legalità». «L’attività ricreativa e culturale di questi sodalizi privati è consentita, quello che è vietato è la professione religiosa», ha concluso il sindaco. •

Francesco Scuderi
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