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11.01.2020

Appartamento dell’Ater ridotto a discarica

Un angolo di una camera usato come scarpiera FOTO DIENNEUna camera da letto trasformata in accampamento con materassi e vestiti sporchiSacchetti di rifiuti ammassati sul balconeIl bagno con la vasca piena di bottiglie di plastica
Un angolo di una camera usato come scarpiera FOTO DIENNEUna camera da letto trasformata in accampamento con materassi e vestiti sporchiSacchetti di rifiuti ammassati sul balconeIl bagno con la vasca piena di bottiglie di plastica

Spazzatura di ogni tipo, dai vestiti alle bottiglie di plastica fino agli scarti alimentari lasciati a terra a marcire, materassi sul pavimento come in un accampamento. E poi ancora, cattivi odori, sanitari del bagno neri di sporcizia e muri segnati. Sembra una discarica e invece sono le condizioni in cui versa oramai da diversi mesi un appartamento di proprietà dell’Azienda territoriale edilizia residenziale (Ater) di Verona all’interno del condominio di via Monte Carega, 6. SEMPRE APERTO. La serratura della porta d’ingresso dell’alloggio è rotta e così l’abitazione si è trasformata in un riparo occupato abusivamente da ignoti che lo hanno reso un luogo insalubre. I residenti degli altri sei appartamenti presenti nello stabile lamentano odori disgustosi e soprattutto la presenza di persone sconosciute a qualsiasi ora del giorno e della notte. IL COMUNE LO SA. La situazione è nota al Comune di Cerea e anche all’Ater. Il 21 novembre scorso la consigliera d’opposizione Alessia Rossignoli aveva denunciato la situazione con una lettera indirizzata al sindaco Marco Franzoni e all’assessore ai Servizi Sociali Cristina Morandi. «L’appartamento», sottolinea Rossignoli, «dopo un periodo di occupazione abusiva, da circa un anno è disabitato: ad oggi la situazione dal punto di vista igienico-sanitario è preoccupante, c’è un rischio concreto di sicurezza sanitaria degli abitanti, in prevalenza persone anziane con problematiche di salute». Dopo aver atteso per oltre un mese che qualcosa si muovesse Rossignoli ha deciso di rendere pubblica l’intera vicenda. «Lascia perplessi che a distanza di più di un mese», afferma la consigliera d’opposizione della civica Coccinella Cerea, «non si sia provveduto a porre rimedio alla situazione: occorre che il Comune eserciti un maggiore pressing nei confronti di Ater (almeno per sigillare la porta d’ingresso dell’alloggio) o al limite assumere direttamente la responsabilità dell’intervento, trattandosi di una situazione di emergenza che denota rischi per l’igiene e la sanità pubblica». LA MUNICIPALE. Dal Comune assicurano di esserci attivati non appena ricevuta la segnalazione. «Abbiamo mandato immediatamente gli agenti della polizia municipale ad eseguire un sopralluogo nell’appartamento», spiega l’assessore Morandi, «e la relazione che ne è seguita è stata spedita ad Ater nel giro di una settimana». Da lì in poi i tempi si sono allungati, Morandi sottolinea che dal municipio, «abbiamo sollecitato l’azienda territoriale affinché intervenga al più presto e ci è stato assicurato che entro la fine di gennaio la situazione sarà risolta». LA PROPRIETÀ. Lo stesso ente, interpellato sulla vicenda, attraverso il presidente Damiano Buffo fa sapere che «il tecnico di zona dell’Ater ha effettuato un sopralluogo nei giorni successivi alla segnalazione, non riscontrando gli odori riferiti oggi, ma attestando quanto descritto nella segnalazione della polizia municipale del Comune di Cerea». «Sono state attivate immediatamente tutte le procedure per il ripristino e per l’attivazione delle pulizie igienico-sanitarie con delle aziende del settore, gli interventi saranno sicuramente risolti nel brevissimo periodo», conclude il presidente Buffo. •

Francesco Scuderi
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