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14.07.2019

Cavalcavia chiuso, disagi e polemiche

Il cavalcaferrovia di Bonferraro chiuso al traffico dal 26 luglio 2017 per problemi strutturali
Il cavalcaferrovia di Bonferraro chiuso al traffico dal 26 luglio 2017 per problemi strutturali

Dopo quasi due anni dalla chiusura del cavalcaferrovia di Bonferraro continuano i disagi per i cittadini di Sorgà e dei paesi circostanti. Oltre che per i conducenti in transito costretti a lunghi percorsi alternativi. Era il 26 luglio 2017 quando l’infrastruttura, costata 3,6 milioni di euro, venne chiusa alla circolazione a causa di problemi strutturali, ma da allora non sono stati fatti passi avanti. E la questione resta comunque ancora ferma al palo. A sollevare il velo sul nodo cavalcaferrovia, denunciando uno stato di immobilismo dell’amministrazione che ha il sapore di un attacco politico, è il consigliere di minoranza Paola Bedoni, capogruppo dell’omonima lista ed ex vicesindaco nella precedente amministrazione. La quale si chiede «quale sarà il futuro dell’opera, chi è il proprietario e chi dovrà farsi carico della sua sistemazione». «L’attuale Giunta si era impegnata a definire con la Provincia il percorso tecnico e le tempistiche necessarie alla riapertura del colelgamento», tuona Bedoni, «ma a distanza di un mese e mezzo non ci risulta alcun contatto con la Provincia, agli atti non c’è nulla, e l’ultimo documento formale risale allo scorso 9 aprile, con l’incarico a un nuovo legale, il quale, per conto della precedente amministrazione, diffidava l’ente provinciale a dar corso alle opere di integrale riparazione del cavalcaferrovia». Una storia complessa e sempre più intricata, quella del cavalcaferrovia sulla linea Mantova-Monselice, aperto al traffico a fine dicembre del 2012 e chiuso nel 2017 per problemi strutturali. Nel 2019, alcuni atti formali hanno poi contribuito ad inasprire ulteriormente la vicenda. «Visto l’immobilismo della Giunta», prosegue Bedoni, «ho contattato gli uffici provinciali. E così, il primo luglio, ho incontrato il dirigente del settore Lavori pubblici per fare il punto sullo stato dell’opera». Fra i punti discussi vi è il finanziamento di 400-500 mila euro per la messa in sicurezza dell’impalcato, il progetto della messa in sicurezza, i cui elaborati saranno consegnati a fine anno, e la gara di appalto prevista ad inizio 2020. Ma c’è di più. Resta infatti da chiarire chi è il proprietario della struttura e chi dovrà farsi carico del suo ripristino. Bedoni, che presenterà una mozione nel prossimo consiglio comunale, si chiede «perché a distanza di sette anni dall’apertura e di due dalla chiusura non sia ancora stato chiarito chi è il proprietario dell’opera». «C’è una convenzione», osserva, «che disciplina tali situazioni ma la presa in consegna da parte delle Provincia non è mai avvenuta». Dopo le elezioni amministrative dello scorso maggio, la patata bollente» passa ora nelle mani del neo sindaco Christian Nuvolari. «All’inizio di giugno abbiamo avuto un incontro con la Provincia che, su sollecitazione delle Ferrovie, ha fatto delle verifiche per valutare la situazione in funzione della messa in sicurezza del manufatto», riferisce il primo cittadino. «In merito alla proprietà», aggiunge, «i proprietari della struttura risultiamo ancora noi perché la condizione formale per il passaggio alla Provincia era la stesura, dopo il collaudo, di un verbale congiunto, che ad oggi è parziale perché mancano le firme dei Comuni di Sorgà e Nogara oltre che delle Ferrovie». Tuttavia, Nuvolari ci tiene a sottolineare che il Comune non ha responsabilità per eventuali danni «perché se c’è qualche problema i soldi li deve tirare fuori la Provincia, come stabilito del resto nella convenzione». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Lidia Morellato
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