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28.11.2019

Tetto del duomo, danni per le piogge

Il duomo di Bovolone: le piogge hanno danneggiato il tetto
Il duomo di Bovolone: le piogge hanno danneggiato il tetto

Il maltempo ha inferto un duro colpo alla copertura della chiesa di San Giuseppe, il duomo. Le abbondanti piogge delle ultime settimane, infatti, hanno evidenziato che vi sono infiltrazioni dal tetto della chiesa e le macchie di umidità, presenti da tempo, lo testimoniano. Se per ora il duomo non chiuderà, di certo ha bisogno di interventi e la parrocchia ha deciso di eseguire i lavori inserendo lamine in acciaio preverniciato sulla copertura e sostituendo i canali di gronda. Anche la facciata e le statue avrebbero bisogno di un risanamento, con interventi che ne garantiscano stabilità e sicurezza. È il parroco don Cristiano Tezza ad annunciare, alla fine delle messe, la necessità di rifare completamente il tetto, e in tempi stretti, per evitare danni ulteriori alle travi in legno. È stata anche comunicata la spesa, 450 mila euro, somma da reperire da varie fonti, come i proventi dell’8 per mille e contributi da enti e fondazioni e, non ultimo, i fedeli che lo vorranno. Per l’intervento si dovrà avere anche l’ochei della sovrintendenza. Su un possibile contributo da parte del Comune, le speranze non sono rosee: una quota degli oneri di urbanizzazione viene destinata, per legge, alle opere di culto ma il livello degli oneri è crollato negli ultimi anni al punto che tale contributo non va oltre qualche migliaio di euro. La parrocchia di Bovolone è pronta ad accenderebbe un mutuo per completare l’investimento. La brutta stagione ormai inoltrata non permette di partire subito con i lavori che potrebbero, realisticamente, iniziare dopo Pasqua ed essere ultimati entro l’estate. Il preventivo è già stato inoltrato alla Curia e a Roma, in Vaticano, per le autorizzazioni. Le infiltrazioni purtroppo hanno già segnato in modo visibile gli intonaci della navata che avrebbero bisogno di essere rifatti, ma ora l’urgenza è la copertura che è molto estesa: il tetto ha una superficie che supera i 2 mila metri quadri. I sopralluoghi hanno permesso di appurare che la struttura non è idonea a supportare il peso delle tradizionali tegole, per questo in passato vennero utilizzate «tegole canadesi», ovvero tegole bituminose, materiale leggero ed economico ma non particolarmente resistente. L’ipotesi di utilizzare il rame per il tetto è stata ben presto accantonata. Non solo la scelta di questo materiale farebbe lievitare molto i costi ma la sua quotazione è soggetta ad alti e bassi che renderebbero difficile anche solo fare un preventivo certo. Le lamine di acciaio hanno caratteristiche di leggerezza e durata e sono composte di uno strato in acciaio, con un rivestimento a base di zinco, uno di vernice detto primer e di uno spessore superficiale di verniciatura detta finitura. A giugno 2018 è stata organizzata una mostra sulla costruzione della chiesa di San Giuseppe, in occasione della pubblicazione di un libro che ne ricostruiva la storia con rare fotografie originali, planimetrie, disegni dei progettisti e articoli di giornali d’epoca. La chiesa è frutto dell’integrazione tra i progetti degli architetti Clerichetti e Rupolo, autori di un tentativo di coniugare il neoclassicismo e il rinascimento veneziano della facciata con i modelli paleocristiani di alcune chiese romane, adottati nelle navate e nell’abside. Il duomo venne iniziato nel 1845, all’epoca il parroco era don Filippo Accordi, e ultimato oltre un secolo dopo: venne benedetto nel 1935 e consacrato nel 1945. •

Roberto Massagrande
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