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22.09.2019

Svolta nel commercio L’usato batte il nuovo

Usato o vintage, il mercato tende a orientarsi  in questo senso
Usato o vintage, il mercato tende a orientarsi in questo senso

Ormai la tendenza è chiara: i negozi più grandi di Bovolone, esclusi i supermercati, vendono usato. Dopo la chiusura in centro di tanti piccoli negozi, sono spuntati, in capannoni di grandi dimensioni, dismessi da imprese del settore legno-arredo, dei «megastore» che vendono prodotti di seconda mano: uno si trova in via del Glicine, in prossimità della zona industriale, ed è aperto anche di domenica. Che in paese ci fossero le condizioni per questo tipo di imprese che riescono a stare sul mercato lo dimostra il fatto che in via San Pierino 42, da otto anni, un negozio di articoli usati per l’infanzia, «secondamanina.it», prospera senza difficoltà. Fa parte di una rete di vendita in franchising di prodotti da 0 a 12 anni: in Italia, nel 2012 ce n’erano 18, oggi sono 80. A gestire il negozio locale è una coppia, Roberto e Monica Cristianini. Lui, fino ai 45 anni, era responsabile delle risorse umane di una grande azienda dalla quale si è licenziato per buttarsi in questo settore. Scelta che gli sta dando ragione: «Il nostro è un mercato un po’ particolare. Si chiedono ordine e pulizia, lo vogliono le mamme per i loro bambini. Il passaparola fa il resto», dice. Negli ultimi anni il fenomeno ha preso sempre più piede, non solo per la crisi economica: dietro il successo di queste rivendite c’è anche la nuova mentalità del recupero e del riuso. Segno anche di una diversa coscienza ecologica ed economica, basata sulla consapevolezza che il riuso fa bene all’ambiente, riduce gli sprechi e favorisce lo smaltimento di oggetti ancora buoni. Gli amanti del vintage e del modernariato, invece, hanno di che sbizzarirsi nei due capannoni, il Vintage Store, in via del Glicine, e S.C. Riuso, in via Villafontana, dove possono comprare ma anche lasciare in conto vendita oggetti di ogni tipo. Le categorie merceologiche presenti soddisfano le passioni per collezionismo, modernariato, design e artigianato con capi d’abbigliamento e accessori, scarpe e borse, gioielli, cd e dischi, mobili e complementi d’arredo, libri, fumetti, poster, riviste e stampe, elettronica, militaria, giochi e videogiochi, attrezzature sportive, utensili e molto altro. Entrambi i nuovi negozi sono gestiti da immigrati. Nel primo, una coppia in cui lui è metà polacco e metà tedesco, ex muratore, ed ha cominciato con i mercatini ambulanti ampliando sempre più la sua attività fino ad aprire un anno fa la sua esposizione in un ex lucidatura per mobili. «Cerco di accontentare sia chi compra, con prezzi più bassi rispetto a quelli della rete, e che chi vende, offrendo il 60 per cento sul ricavato». Il secondo ha tra i promotori una ragazza dell’est, laureata, arrivata in Italia nel 2017. La giovane applica il conto vendita, anche online, e fornisce anche servizi di trasloco e sgomberi in uno spazio, in parte dedicato a mobili usati, ampio circa due mila metri quadri. Gli effetti di questo tipo di concorrenza cominciano a farsi sentire. Uno storico negozio di medie dimensioni di prodotti usati in via Madonna, l’Altro Mondo, ha chiuso dopo oltre un decennio. •

Roberto Massagrande
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