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27.07.2019

Senza figli, le arriva una bimba dal cielo tramite un palloncino

Maria Teresa De Togni, la signora che ha ricevuto il palloncino  DIENNEAnnalisa, la bambina del messaggio dal cielo, oggi è una ragazza
Maria Teresa De Togni, la signora che ha ricevuto il palloncino DIENNEAnnalisa, la bambina del messaggio dal cielo, oggi è una ragazza

Maria Teresa oggi è una dolce signora di 75 anni. Non ha mai avuto figli. Un giorno però suo marito, rientrando dalla campagna, le consegna un palloncino mezzo sgonfio, trovato nei campi, con una letterina di una bambina annodata ad un filo. Da allora Maria Teresa De Togni - era il dicembre 1996, sotto Natale - è diventata la madrina di quella piccola che oggi è una donna, scrivendole lettere su lettere, e ricevendone altrettante, in un rapporto di figliolanza che è forse più stretto di tanti altri di parentela vera e propria. Torniamo a dicembre del 1996 quando la signora Maria Teresa decide di rispondere alla letterina appesa al palloncino liberato in cielo da una bambina di un paesino nel bresciano e portato dai venti fino a Bovolone. Anche la busta è venuta giù, col palloncino, proprio nei campi del marito, in via della Rimembranza. La signora ricorda bene quel giorno: suo marito portò in cucina il palloncino sgonfio trovato lungo un fosso con la letterina ancora appesa, l’indirizzo era appena leggibile, scritta da una bambina di 6 anni che si firmava Annalisa e che scriveva da Pavone del Mella, Brescia. Maria Teresa era incerta sul da farsi ma alla fine si è decisa a spedire un saluto, scritto a mano. «Dopo qualche tempo mi arrivò la risposta», racconta, «firmata anche dalla mamma Daniela e dalla sorellina Silvia. Mi raccontarono che l’arrivo di una lettera in risposta che mi diceva dei palloncini liberati dai bambini della parrocchia di Pavone del Mella, al termine del catechismo. Dell’arrivo della letterina da me ne parlò anche il parroco in chiesa». Da allora, si instaurò un’amicizia di penna con Annalisa e con tutta la sua famiglia che va avanti da quasi 25 anni. La corrispondenza, fatta di bolli e tradizionali buste e foto su carta, va avanti incurante della tecnologia che avanza, internet, telefonini, social, è la prova che in tempi di connessioni sempre attive c’è ancora spazio per la tradizione. Da Brescia, la signora Maria Teresa riceve, ad esempio, tante cartoline illustrate, spedite quando la famiglia bresciana va in viaggio. Nessuna telefonata e nemmeno messaggini. La signora Maria Teresa scrive, infatti, ma parla in italiano in dialetto veneto, non facilmente comprensibile dai bresciani. Ha fatto solo la quinta elementare ma le è sempre piaciuto leggere e scrivere. Di fatto, è diventata madrina della piccola Annalisa che oggi ha quasi 30 anni e sta finendo l’università. «In questi anni ci siamo fatti tante confidenze. Spesso a scrivermi era la mamma Daniela che aveva queste due bambine da crescere dopo una separazione; ora sono due donne, la prima si è sposata e ha un bambino, Matteo, che per me è un altro nipotino insieme ai miei nipoti. In tanti anni c’è stato anche modo di ridere e scherzare. Ricordo che all’inizio aggiungevo, alla mia firma, anche i saluti dai miei animali domestici che si chiamavano mina, millycarlucci, ambrangiolini, pippobaudo. Loro non capivano ma ricambiavano il saluto. Poi ho spiegato loro che pippobaudo era un merlo indiano, ambrangiolini un pastore tedesco, milly e mina due gatte randagie e si fecero quattro risate. Ci hanno anche invitato, ma non abbiamo mai potuto andarci. Non ci siamo mai incontrate di persona ma spero un giorno possa capitare». •

Roberto Massagrande
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