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13.10.2019

Pasti a domicilio, sospeso il servizio

Anziana pranza nella sua abitazione: a Bovolone il servizio è sospeso
Anziana pranza nella sua abitazione: a Bovolone il servizio è sospeso

Il servizio pasti a domicilio, a Bovolone, è sospeso ormai da parecchi mesi. O meglio, esiste ma solo sulla carta. Anzi, solo online. La consegna di pasti figura infatti tuttora nell’elenco dei servizi disponibili a richiesta sulle pagine del sito internet del Comune ma non è di fatto più attivo. A fare l’amara scoperta è stato un anziano residente, che nei mesi scorsi si era rivolto ai Servizi sociali del municipio in cerca di informazioni sulla consegna dei pranzi direttamente a casa, sentendosi rispondere che il servizio non era disponibile. A quel punto, il pensionato ha contattato un consigliere di opposizione, Michele Perazzani del M5S, e la segnalazione è culminata a fine luglio in un’interpellanza rivolta alla Giunta del sindaco Emilietto Mirandola, seguita qualche tempo dopo da una risposta firmata dall’assessore al Sociale Florindo Bernardini. Il quale, in effetti, ha confermato che il servizio non è attivo ma per una serie di motivi. Tra questi, come si legge nella risposta, figurano «le lamentele degli utenti verso la qualità dei pasti che venivano forniti tramite la ditta che gestiva il servizio mensa dell'ospedale». Rimostranze che avevano fatto notevolmente diminuire il numero dei richiedenti. Poi, con il passare del tempo, il servizio veniva garantito con crescenti difficoltà, anche a causa della riduzione del numero e della disponibilità di tempo dei volontari del trasporto sociale che si occupavano della consegna. Il Comune fornì indicazioni agli utenti su un’alternativa al pasto preparato dalla mensa, comunicando che un esercizio commerciale aveva manifestato il proprio interesse a fornire le pietanze. Tuttavia, il negozio in questione ha cessato l’attività alla fine del 2018. Una risposta considerata non soddisfacente da Perazzani. Il gruppo consiliare del M5S, inoltre, si è visto respingere, nell’ultimo consiglio comunale, la proposta di un emendamento al Documento unico di programmazione (bilancio 2020) mirata a reinserire il servizio a partire dal prossimo anno. «Logica voleva che se i pasti non erano ritenuti buoni si fosse cercato un nuovo fornitore», afferma Michele Perazzani – Inoltre, ci sono Comuni, come Zevio, dove il costo dei pasti viene sostenuto interamente da chi li consuma e il Comune interviene solo per chi ha redditi molto bassi. Quindi anche la scusa del bilancio comunale non regge». «Il servizio di consegna dei pasti», aggiunge il consigliere, «è molto importante per gli anziani e le persone non autosufficienti perché, oltre a rispondere ad un bisogno primario, fornisce supporto relazionale e monitoraggio costante. Attraverso la consegna del pasto, infatti, è possibile verificare quotidianamente le condizioni dell’anziano, garantendo, in caso di necessità, l’inoltro di segnalazioni ai servizi sociali territoriali». Quindi Perazzani conclude: «Il servizio è attivo in molti Comuni, anche più piccoli di Bovolone come Gazzo, Oppeano, Isola della Scala, Belfiore e Trevenzuolo. Non riteniamo concepibile che una realtà di oltre 15.000 abitanti non offra questa importante prestazione». La consegna pasti era partita una decina di anni fa e i primi beneficiari si contavano sulle dita di una mano. Correva l’anno 2009 e a consentire l’attivazione del servizio furono alcuni volontari che in origine mettevano a disposizione i propri mezzi prima di usufruire di un’auto di servizio acquistata dal Comune proprio per le esigenze del settore sociale. Ed ora, anziani soli e persone disagiate, attendono il ripristino della consegna dei pasti al proprio domicilio. •

Roberto Massagrande
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