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17.05.2019

Occupano e devastano una casa sfitta

Il bagno della villetta di viale dei Tigli distrutto dagli abusivi DIENNERoberta Padovani in una delle stanze devastate dagli occupanti
Il bagno della villetta di viale dei Tigli distrutto dagli abusivi DIENNERoberta Padovani in una delle stanze devastate dagli occupanti

Occupano abusivamente una casa in pieno centro a Bovolone e la devastano. Roberta Padovani, architetto originario della cittadina del mobile e residente a Reggio Emilia, nei giorni scorsi ha trovato una sgradita sorpresa riaprendo le porte della villetta a due piani, eredità di famiglia, in viale dei Tigli, di fronte alla stazione ferroviaria. Alcuni senzatetto, probabilmente di origine straniera, approfittando del fatto che la casa è disabitata da anni, hanno forzato una delle porte sul retro e si sono introdotti nella dimora, costruita agli anni Cinquanta, trasformandola in un luogo di bivacco e riposo notturno. Ma non solo. Quando la proprietaria, avvertita da una persona di fiducia, si è precipitata in città per verificare lo stato della residenza, si è trovata di fronte ad uno scenario sconcertante. Accanto a materassi portati da fuori ed utilizzati come giacigli di fortuna, la professionista ha rinvenuto resti di cibo, cumuli di sporcizia, scritte in arabo sulle pareti ed una quantità incredibile di escrementi umani sul pavimento del bagno e su quello del primo piano. In un angolo dell'atrio, gli «inquilini abusivi» hanno lasciato i resti di una bicicletta, probabilmente rubata. «L'incaricato che cura il giardino», evidenzia Padovani, «mi ha segnalato che la tapparella di una delle finestre era alzata, cosa che non poteva essere avvenuta in modo casuale, visto che già da tempo avevo fatto bloccare dall'interno gli infissi per evitare intrusioni. Ma mai mi sarei aspettata di trovarmi di fronte ad uno spettacolo così impressionante e desolante». «Visto il numero di materassi presenti», prosegue la professionista, «dovevano viverci da mesi almeno tre persone, anche se i carabinieri di Bovolone, che ho chiamato tempestivamente e ai quali ho presentato la denuncia per l'occupazione dell'immobile, al momento del sopralluogo hanno trovato soltanto un occupante». Ad amareggiare la proprietaria, oltre all'intrusione, è soprattutto la mancanza di rispetto che gli occupanti hanno dimostrato nei confronti dei beni di famiglia custoditi all'interno. A cominciare dai mobili costruiti dal papà Giuseppe Padovani, vicesindaco comunista della cittadina della Bassa nel secondo dopoguerra, nonché uno dei «pionieri» del mobile d'arte a Bovolone. «Questi vandali», sottolinea la proprietaria, «hanno rotto ed imbrattato letti, credenze ed altro mobilio di pregio realizzato artigianalmente da mio padre. Che bisogno c'era di fare questo scempio? In questo modo hanno dimostrato di disprezzare chi, pur inconsapevolmente, ha dato loro un riparo dove trascorrere la notte». Oltre al danno, per la proprietaria, si unirà la beffa di doversi sobbarcare ingenti spese per la sanificazione ed il ripristino delle stanze trasformate in una sorta di discarica. Senza trascurare il fatto che, nell'immediato, ha dovuto affrontare i costi per murare e sprangare gli accessi esterni dell'edificio per scongiurare nuove invasioni. •

F.T.
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