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26.02.2020

Nello, una vita di corsa Trionfa dopo i 65 anni

Nello Leati
Nello Leati

Non è mai troppo tardi per vincere. A confermarlo è Nello Leati, un insegnante da poco in pensione, runner di lungo corso diventato campione regionale sui 10mila metri dopo i 65 anni. Ha partecipato anche ai Campionati italiani di categoria disputatisi ad Arezzo un paio di anni fa, dove ha ottenuto l’ottavo tempo nazionale. Si sta insomma togliendo delle belle soddisfazioni sportive, quelle che non sono arrivate quando era più giovane. Alla fine è salito sul podio regionale con una medaglia al collo, a riprova che «chi la dura la vince». I titoli regionali sono arrivati nel 2017 e nel 2018, ma ne aveva già vinto uno negli anni Novanta. L’ultimo, tuttavia, non gli ha dato molte soddisfazioni perché se l’è aggiudicato in una batteria dove era l’unico a correre nella sua categoria: sa di vincita per abbandono degli avversari. L’anno precedente gli avversari c’erano e li ha battuti fermando il cronometro a 42 minuti e 50 secondi. Leati corre regolarmente da oltre 30 anni, non ha un allenatore, anche se ha fatto tesoro dei consigli dei preparatori atletici della società sportiva di cui è tesserato - l’ Atletica Selva Bovolone - e di altri conosciuti negli anni, tra i quali Orlando Pizzolato. È diventato nel tempo allenatore di se stesso e un po’ anche della moglie Marinella, anche lei insegnante in pensione, che come il marito sale spesso sul podio nelle tante corse competitive regionali a cui partecipano assieme. In gioventù Nello è stato un multi-sportivo, passando dal calcio alla pallavolo, dal ciclismo all’alpinismo: tutte specialità praticate a livello amatoriale poichè l’agonismo non è mai stato in cima alle sue priorità. «Mi sono avvicinato alla corsa nel 1988», racconta, «quando, trascinato da mio fratello, mi sono iscritto a un gruppo podistico locale, I Piccoli Ragazzi, e da allora non ho più smesso», confida. Con la moglie c’è anche stata una reciproca contaminazione sportiva. «Appena ci siano conosciuti», riferisce Leati, «lei mi ha portato sulle piste da sci mentre io l’ho invitata a correre». Il runner bovolonese annota scrupolosamente in un’agenda-diario gli allenamenti, con qualche nota scritta a mano e un disegno nel quale si raffigura con l’abbigliamento che indossava e le condizioni climatiche. Cosa che neppure gli orologi con Gps e cardiofrequenzimetro, che tra l’altro non usa, fanno. In oltre 30 anni ha gareggiato su tutte le distanze, dai 400 metri in pista ai 100 chilometri su strada. È stata proprio quest’ultima la sua prima gara da podista: nel 1990 partecipò al Passatore, mitica corsa allora inserita nel campionato mondiale delle ultramaratone. Poi sono venute maratone, mezze maratone e tante corse agonistiche. •

RO.MA.
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